ALABAMA THUNDERPUSSY – Constellation

Pubblicato il 25/05/2003 da
voto
7.0
  • Band: ALABAMA THUNDERPUSSY
  • Durata: 01:13:02
  • Disponibile dal: 17/03/2003
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Spin-go

Il platter in questione fu pubblicato nel 1999 per la Man’s Ruin Records, ed è pressoché introvabile da circa due anni. Ma, dopo che la band ha pubblicato lo scorso anno “Staring At The Divine” ottenendo ottimi riscontri commerciali, la Relapse Records si è presa la briga di ripubblicarlo, arricchendolo di due bonus track. La prima di queste, “All I Can Do Is Write About It”, è la cover dei mostri sacri del southern rock, ovvero i Lynyrd Skynyrd. La seconda track aggiunta è la versione live di “Ambition” che non differisce molto dalla studio track presente su “Constellation”. Lo stile dei nostri è un heavy rock sanguigno ad alto voltaggio, irrobustito da passaggi tipicamente southern. Il disco si apre con “Crying Out Loud,” una vera e propria dichiarazione di intenti, grazie al sound grezzo e robusto della chitarra, la voce roca e sofferta del singer Johnny Throckmorton (che da poco ha lasciato la band), il basso distorto e sulfureo di Sam Krivanec e il drumming preciso e potente di Bryan Cox. La seguente “Ambition” è un brano monolitico, cesellato da splendidi riff e interrotto da un inserto di pianoforte del guest Nathan Brown che dona maggior respiro alla song, candidandosi come high-light del disco. “1/4 Mile” è un brano breve e decisamente buono, dotato di un songwriting semplice e accattivante con l’ugola del buon Johnny in grande spolvero. L’ottima “Middle Finger Salute /1271 3106” è pregna di quel feeling rock che solo poche band possono esprimere, dotata di un gran refrain e di un delizioso stacco psichedelico che si protrae sino alla fine. L’album prosegue sulle stesse coordinate e brani come “6 Shooter”, “Second Wind”, “Foul Play” (quest’ultima introdotta dal caldo sound dell’organo, presente per tutta la durata della song, interpretata alla grande dal singer) sono la testimonianza di quanto detto. Discorso a parte per l’inutile strumentale “Obsari”, l’acustica e malinconica “15 Minute Driver” nella quale duettano pianoforte e una chitarra acustica irrobustita nella parte finale dall’ingresso della chitarra elettrica per poi sfociare nel finale di solo pianoforte, e per la lunga “Country Song”, che inizia come una divertente country rock song per poi cadere nella ragnatela lisergica tessuta dalla band, che ipnotizza anima e corpo. Se proprio vogliamo trovare un difetto a questo disco, è l’eccessiva staticità dei riff che rendono prolissi e monotematici i brani, ma poco importa. Se siete affamati dell’hard rock di stampo sudista e non vi è bastato il doppio live dei Molly Hatchet, questo disco fa per voi!

TRACKLIST

  1. Crying Out Loud
  2. Ambition
  3. 1/4 Mile
  4. Middle Finger Salute/1271 3106
  5. 6 Shooter
  6. Second Wind
  7. Obsari
  8. Foul Play
  9. Negligence
  10. 15 Minute Drive
  11. Burden
  12. Keepsake
  13. Country Song
  14. All I Can Do Is Write About It
  15. Ambition (live)
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