8.0
- Band: ALABAMA THUNDERPUSSY
- Durata: 01:07:26
- Disponibile dal: 19/06/2004
- Etichetta:
- Relapse Records
- Distributore: Self
Quinto lavoro per la band americana che continua imperterrita a proporre un vigoroso hard rock corroborato da tostissimi riff di chitarra, sorretti da un potentissimo muro ritmico e dalla voce al vetriolo del nuovo singer Johnny Weils. Quest’ultimo riesce ad assolvere il difficile compito di non far rimpiangere Johnny Thockmorton, non mostrando alcun cedimento di sorta in tutta la (lunga) durata del lavoro, alternando vocals incazzatissime a momenti maggiormente passionali e sentiti. L’iniziale “Such Is Life” è un ottimo (strumentale) biglietto da visita che bilancia egregiamente momenti acustici a rocciosi guitar riffing. La successiva “R.R.C.C.” è un robusto episodio graziato da un riffing debordante che riporta alla mente certi Entombed (“Uprising” era) condito da ficcanti linee vocali che mettono in mostra le indiscutibili qualità del singer. “Three Stars” è un’altra riuscitissima song che mescola riff elettroacustici, impreziositi da un opportuno intervento di hammond, dove la voce di Weils si fa decisamente più melodica, mantenendo comunque una certa grinta. “Do Not” ci mostra il lato più intimo del gruppo, introdotta da un bel giro di chitarra che domina la struttura della canzone, impreziosito da una bella melodia vocale che rende la track davvero valida. Ovviamente sono gli episodi maggiormente bastardi a dominare il disco, come la poderosa “Beer Baiting” e la violenta “Blasphemy” dal retrogusto decisamente punk che va a scontrarsi con ritmiche groovy all’altezza del refrain. Un disco veramente valido, che suona come una ventata d’aria fresca nel panorama rock/metal invaso da band votate al trend del power e del melodic death in gran parte prive di idee e personalità. Mano al portafogli, ragazzi!
