ALAN MORSE – Four O’Clock And Hysteria

Pubblicato il 29/05/2007 da
voto
7.0
  • Band: ALAN MORSE
  • Durata: 01:03:50
  • Disponibile dal: 20/04/2007
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

Alan Morse va capito. E’ da sempre l’unico chitarrista degli Spock’s Beard, una band che fino al 2003 è stata comandata dal despota Neal Morse, il fratello maggiore che da un lato aiuta e dall’altro soffoca (solo da un punto di vista musicale, sia chiaro). Dopo tale data, l’abbandono di Neal ha lasciato la band in alto mare, ed era inevitabile che dopo il successo del capolavoro “Snow” (datato appunto 2003, e canto del cigno della formazione originale) la band, determinata a mantenere lo stesso monicker, avrebbe incontrato più di un problema nel suo nuovo cammino. Ora sono passati quattro anni, e tre album, e la band dopo uno scossone iniziale si è assestata su ottimi livelli con gli ultimi due lavori, “Octane” e “Spock’s Beard”. Ma evidentemente l’ego di Alan Morse ha risentito dello scacco del passato, e si è presentato più straripante che mai, tanto da concepire l’idea di un album solista, per lui impensabile fino ad un paio di anni fa. Il sottoscritto conosce bene le capacità di questo fantastico chitarrista, e proprio con questa consapevolezza l’ascolto dell’album è iniziato con delle ottime aspettative. E, che lo vogliate o no, sono state quasi completamente soddisfatte. Le sonorità tipicamente prog-rock degli Spock’s Beard qui si mischiano a jazz, metal, funky, fusion, country, con una semplicità che ha dell’incredibile. La fusion ariosa della prima “Cold Fusion” si mischia alle sonorità Spock’s di “Return To Watever”, per trovare perfetta espressione nella stupenda “Drive In Shuffle”, dove le melodie di chitarra del buon Alan suonano così bene da costringerci a muovere qualche muscolo del corpo per tenere il tempo. E’ la qualità dei suoni a lasciarci di stucco, coadiuvata dall’onnipresente fratellone Neal alla produzione, e dai fantastici performer compagni di band; quindi prepariamoci ad una lezione di classe alla batteria ad opera dell’ottimo Nick D’Virgilio, lasciamo che le nostre orecchie ci suggeriscano la parola Porcupine Tree all’ascolto del lick di basso di Dave Meros che ci introduce nella stupenda “Dschungel Cruz”. C’è anche spazio per del buon shred figlio diretto degli anni ottanta nella particolarissma “The Rite Of Left”, dove Alan si ritaglia tra due fuochi smaccatamente prog uno spazio neoclassico presto trasformatosi in un virtuosistico gioco di feedback figlio diretto di sua Maestà Steve Vai. A dispetto dell’inutile titolo, colpisce positivamente “Track 3”, dove tutta la dolcezza stilistica di Morse viene a galla con dolce prepotenza, ed il suo stile chitarristico (Alan non usa assolutamente il plettro) contribuisce a renderci ancora più vicini all’anima musicale di quest’artista. Chiude la lenta e sospirante “Home”, dotata di un mood quasi patriottico e country davvero interessante. Acquisto obbligato per tutti i fan degli Spock’s Beard e per chi ama i lavori strumentali di valore.

TRACKLIST

  1. Cold Fusion
  2. Return To Whatever
  3. Drive In Shuffle
  4. R Bluz
  5. First Funk
  6. Dschungel Cruz
  7. The Rite Of Left
  8. Chroma
  9. Spanish Steppes
  10. Track 3
  11. Major Buzz
  12. Home
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