ALARUM – Circle’s End

Pubblicato il 29/06/2020 da
voto
7.0
  • Band: ALARUM
  • Durata: 00:46:08
  • Disponibile dal: 19/06/2020
  • Etichetta: Dinner For The Wolves
  • Distributore:

Spotify:

Apple Music:

È un death metal attentamente levigato, barocco, luminescente quello offerto nel quarto album della carriera dagli australiani Alarum. Una formula condensante il meglio del progressive metal, estremo e non, congegnato negli anni ’90, con la dovuta attenzione per gli sviluppi del genere negli anni 2000 e pungenti rivisitazioni del verbo thrash. Il trio naviga in queste rigogliose acque dall’esordio “Fluid Motion” e nel proseguo dell’attività non ha fatto altro che limare le sue principali caratteristiche, rendendo aggraziata una musica che ha molto da offrire agli amanti dell’estremismo intelligente. Di puramente death e thrash metal permane una certa urgenza, che porta a comporre brani tendenzialmente arrembanti e capaci di far entrare subito nel vivo dell’azione, prendendoci per il collo tramite ritmiche serrate e piuttosto lineari e cambi di tempo secchi, di chiara matrice thrash. Non guastano nemmeno gli sprazzi groove, cavalcati da un reparto vocale che, almeno quando resta su tonalità sporche, dà quel tocco di ignoranza necessario a non inoltrarsi eccessivamente su sentieri troppo morbidi e misurati. Lo stesso lavoro di chitarra ritmica sa essere relativamente ruvido e ‘caldo’, in contrasto a un piroettare della solista spaziante fra prog, fusion, cascate di neoclassicismi.
“Circle’s End” sa essere disco da corsa sfrenata quanto foriero di tecnicismi pregiati, in questo sposando una concezione del techno-death cara ad Atheist (primi due album), Death (“Human” e “Individual Thought Patterns”) e Cynic (solo quelli di “Focus”), dove la ricerca della melodia ad effetto, del passaggio difficile e dello straniamento non andavano a discapito di un impatto deflagrante. Il gruppo gioca con gli arrangiamenti, sul fronte strumentale come su quello vocale, per costruire un’esperienza di ascolto appagante e che offra tanti piccoli spunti per singola canzone, pestando nel contempo sul pedale dell’acceleratore e congiungendo le singole sezioni attraverso acrobazie soliste di grande impeto e fantasia. L’amore per il jazz e la fusion, come quello per i suoni cristallini, portano il discorso verso una raffinatezza complessiva abbastanza peculiare, contesto ideale anche per far affiorare sperimentazioni sui generis e qualche piccolo sfarzo. A fronte di un tale dispiegamento di energie e ingegnosità, non arrivano canzoni memorabili o idee sconvolgenti. “Circle’s End” si mantiene complessivamente su livelli medio-alti per tutto il suo corso, la sua miscellanea di death, thrash e prog non delude affatto, ma non riesce nemmeno a elevarsi nettamente sulla concorrenza. Resta un ascolto interessante per gli appassionati di extreme metal tecnico, molto melodico e dalle strutture relativamente old-school. Se vi ritrovate nella definizione, aggiungete tranquillamente mezzo punto alla votazione finale.

TRACKLIST

  1. Sphere Of Influence
  2. Syzygy
  3. Delta
  4. Crystals
  5. Sand
  6. War Of Nerves
  7. In Spiral
  8. Thoughts To Measure
  9. Circle_s End
  10. Sojourn
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.