7.0
- Band: ALASKAN
- Durata: 00:38:42
- Disponibile dal: 01/06/2011
- Etichetta:
- Sick Man Getting Sick Records
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Debutto sulla lunga distanza per gli Alaskan, terzetto canadese che, mescolando “post” metal e doom, ripercorre alcuni modelli precisi e imprescindibili dell’ultimo decennio di questa musica. Tuttavia, il gruppo di Ottawa lo fa con una perizia piuttosto al di sopra della media dei soliti mestieranti del genere; lo sorregge soprattutto una spiccata indole drammatica, che non troppo vagamente ricorda i connazionali Buried Inside, alla quale viene abbinata un’esecuzione scarna e che va dritta al sodo, che si avvicina invece ai Fall Of Efrafa. Forte, comunque, l’influenza degli Isis, tra i veri padri di queste sonorità, a cui gli Alaskan devono praticamente tutto sia in termini di strutture che di vocalità. “Adversity; Woe”, in ogni caso, soddisfa soprattutto perchè snello (“solo” una quarantina di minuti) e perchè, appunto, le canzoni non suonano mai come un puro e semplice riciclo di idee altrui, anche se legate indissolubilmente al succitato filone musicale. In particolare, piacciono le aperture di chitarre pulite e i passaggi maggiormente rilassati, che donano alle tracce dinamiche pregevoli e un’atmosfera desolante. Il vigore degli Alaskan è fresco e istintivo, la loro inquietudine sincera e il modo in cui la materia è trattata lascia poco spazio a incertezze (giusto un paio di sezioni ridondanti a metà disco). I brani, in sostanza, godono di strutture valide, sono ben arrangiati e, alla fine coinvolgono. Ovvio, comunque, che nel prossimo futuro ci sarà da lavorare maggiormente sulla personalità, ma, come debut, “Adversity; Woe” è sicuramente un passo convincente. Musica adatta a guidarci nelle notti tra i paesaggi nevosi di certe nostre province.
