ALDA – A Distant Fire

Pubblicato il 02/10/2021 da
voto
6.0
  • Band: ALDA
  • Durata: 00:50:33
  • Disponibile dal: 08/10/2021
  • Etichetta:
  • Eisenwald Tonschmiede
  • Distributore: Audioglobe

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Reduci da tre buoni album (in particolare “:Tahoma:”, del 2011, risultò un ottimo lavoro), i nordamericani Alda tornano con un disco che stavolta, purtroppo, espone il loro black metal atmosferico a una flessione qualitativa – nonostante non si possa assolutamente parlare di un prodotto brutto o del tutto insufficiente.
Le atmosfere dilatate, con riff malinconici ricorsivi puntellati da numerosi frangenti acustici, in un fluire sonoro tra post-black e folk che si dipana in brani quasi sempre piuttosto lunghi: questa è la formula che da sempre contraddistingue gli Alda – formula che però attualmente potrebbe applicarsi a tantissimi altri progetti musicali afferenti all’ormai enorme calderone dell’atmospheric black metal. Si tratta infatti di un genere che affonda la sua identità in sentieri musicali ormai più o meno molto battuti, nei quali è necessario puntare su un certo tipo di intensità emozionale o su un piglio particolarmente originale se si vuole realmente emergere. In questo “A Distant Fire” non c’è nemmeno una canzone riuscita male, l’esecuzione e gli arrangiamenti sono ben studiati e ineccepibili, eppure è del tutto assente un episodio in grado di trascinare chi ascolta in una dimensione emotiva ulteriore – che è poi il senso dietro alla nascita di questo tipo di musica.
L’atmosfera dell’album sembra un allestimento, dove c’è poco di genuino; i riff, le linee vocali, i passaggi acustici, sembrano tutti provenire da qualcosa di già sentito nell’ampio ventaglio del genere di provenienza; i brani più interessanti (“Drawn Astray”, con un ottimo tessuto acustico, e il singolo “Stonebreaker”) rimangono comunque in una dimensione dimenticabile, come se fossero della buona musica ‘di passaggio’, dove si miscelano ingredienti classici in un meccanismo eccessivamente rodato. E infine, concretamente: non si viene scossi praticamente mai, e questo non va bene se si vuole incidere in un contesto musicale dove agiscono o hanno agito artisti dalla conclamata profondità artistica come Panopticon, Agalloch, Falls Of Rauros.
Si notano comunque piccoli elementi di novità quantomeno in relazione alla discografia della band. La titletrack è arricchita da una cornice acustica che riesce a sembrare al contempo grezza e delicata alla maniera di certi Drudkh, con interessanti clean vocals e alcuni intrecci elettrici non troppo forzati – strada tentata molte volte dagli Alda nei dischi precedenti, e che qui forse raggiunge definitivamente l’obiettivo. Inoltre al centro del disco è collocato un brano particolarmente vicino a un sound moderno e più dinamico, “Forlorn Peaks”, che sembra prendere a piene mani dalle idee degli Harakiri For The Sky e degli Alcest meno eterei (forse anche dai nostrani Novembre).
“A Distant Fire” è dunque un album che galleggia in un paradosso: tutt’altro che sgradevole, ma mai davvero gradevole. Forse realizzato in una carenza di idee, forse indebolito da una produzione impersonale, forse schiacciato dalla pressione proveniente dall’ingigantimento di questo genere musicale (ricordiamo che gli Alda esistono da oltre dodici anni, e dunque hanno assistito alla crescita del black metal atmosferico). Il risultato è comunque un lavoro non molto soddisfacente, dove è tangibile la mano esperta di musicisti che sanno come operare in questo ambito musicale, ma che tristemente non riesce a lasciare molti segni degni di essere rilevati.

TRACKLIST

  1. First Light
  2. Stonebreaker
  3. Drawn Astray
  4. Forlorn Peaks
  5. Loo-Wit
  6. A Distant Fire
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