ALDEBARAN – Embracing The Lightless Depths

Pubblicato il 28/05/2012 da
voto
6.5
  • Band: ALDEBARAN
  • Durata: 01:06:38
  • Disponibile dal: 15/05/2012
  • Etichetta:
  • Profound Lore

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Aldebaran, altra misteriosa entità funeral doom del North West in cui la solita Profound Lore Records sta investendo – non a torto – parecchie risorse. Il secondo album della band di Portland fin dal titolo lascia poco spazio a dubbi su quale possa o non possa essere la proposta della band, e i titoli delle canzoni, infine, anch’essi fugano immediatamente ogni residuale ombra sulla natura e l’essenza di questa band, che ha fatto della disperazione più cieca, irreparabile e insopportabile un mondo musicale a trecentosessanta gradi, completamente chiuso ed ermetico, in maniera quasi integralista. Le cinque tracce del disco in realtà contengono solo due canzoni che superano abbondantemente i venti minuti l’una (anzi, la seconda a dire il vero sfiora i trenta), mentre le altre tre tracce – tutte declinate dalla parola “Occultation” – sono interludi acustici che aprono, chiudono e intermezzano il disco per – giustamente – permettere a chi ascolta di riprendere fiato per respirare . La qualità di queste ultime tre è buona, ma non rinunciamo comunque a dare il nome alle cose: sono filler. Struggenti, armoniche e ammalianti quanto vi pare, e anche utili a far fluire e a differenziare un lavoro praticamente costruito su un immobilismo disperato, ma pur sempre filler a tutti gli effetti. Le due canzoni vere e proprie invece fanno sul serio: la pesantezza raggiunge livelli opprimenti, la lentezza livelli nauseabondi, e le voci oltretombali e le atmosfere mortifere in generale trasmettono un nichilismo praticamente senza fondo. La lentezza di questo album a dire il vero è talmente estrema che durante l’ascolto si perde quasi completamente l’orientamento, e la maggior parte delle volte non si ha mai la percezione chiara di cosa stia succedendo. A volte davvero non si capisce se la band stia sperimentando con un intermezzo che necessita delle pause, o se stia semplicemente suonando al proprio solito passo. Le soluzioni dei Nostri dunque sono del tutto in linea con i canoni del genere, che forse hanno anche estremizzato ulteriormente. Ma si sa, estremizzare ciò che già di suo è estremo può risultare fastidioso, e la musica degli Aldebaran non sempre riesce ad essere immune da questa insidia, anche nella sua totale onestà e integrità. Il lavoro verrà senz’altro apprezzato dai fan dei vari Evoken, Esoteric, Mournful Congregation e compagnia putrescente, ma, anche se così ben inserito in questo calderone estremo fiero e integralista, non ci spieghiamo comunque il motivo di un tale rifiuto a voler ampliare i propri orizzonti e tentare di personalizzare un tantino una proposta che, in fin dei conti, è talmente essenziale e monodimensionale da lasciare parecchio spazio alla creatività, e che offre ampio potenziale di elaborazione con uno sforzo davvero minimo. Boh.

TRACKLIST

  1. Occultation Of Hali’s Gates
  2. Forever In The Dream Of Death
  3. Occultation Of Ocular Tauri
  4. Sentinel Of A Sunless Abyss
  5. Occultation Of Dim Carcosa
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