ALESTORM – Curse Of The Crystal Coconut

Pubblicato il 27/05/2020 da
voto
7.0
  • Band: ALESTORM
  • Durata: 00:43:54
  • Disponibile dal: 29/05/2020
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

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Non è necessario leggere il logo scritto in copertina, poiché basta osservare lo sguardo colmo di sgomento del ripugnante e tentacolare capitano Morgan per capire con quale formazione si è in procinto di avere a che fare; costui evidentemente intento a raccogliere la leggendaria noce di cocco di cristallo, mentre alle sue spalle giace lo scheletro di uno scimmione ancora provvisto di cravatta e banane. Un chiarissimo riferimento alla figura di Donkey Kong, celebre personaggio Nintendo ancora molto amato dai videogiocatori di tutto il mondo, compresi cinque improbabili figuri che, da oltre tredici anni, allietano le nostre sessioni di fruizione musicale a suon di pirati, alcolismo e tante risate.
Le composizioni degli scozzesi Alestorm si sono col tempo lievemente distanziate da quelle indiscutibilmente power/folk metal degli inizi, grazie ad una presenza sempre maggiore di influenze musicali più o meno bizzarre, volte ad enfatizzare delle tematiche piratesche infarcite di riferimenti demenziali alla cultura pop. Il nuovo album “Curse Of The Crystal Coconut” è infatti imprevedibile e sfaccettato come ci si poteva aspettare, con al suo interno più di una parentesi in grado potenzialmente di portare alla collera svariati ascoltatori già di per sé poco inclini a qualcosa di così comico e campanilistico: su tutte, una “Tortuga”, invero piuttosto divertente, seppur molto sulla falsariga di un pezzo elettronico con inserti rappati, con il simpatico Captain Yarrface dei Rumahoy intento a duettare col sempre presente frontman Christopher Bowes.
Tuttavia, è bene tenere presente che la componente provocatoria è parte integrante della proposta degli Alestorm, che in tutta sincerità centrano il loro obbiettivo con discreta precisione, confezionando un prodotto che diverte e intrattiene dall’inizio alla fine, senza mai adagiarsi su uno stilema predefinito per più di due brani di fila e spiazzando letteralmente l’ascoltatore ogni volta che la tracklist avanza, nel bene o nel male: dalla danzabile e orecchiabile accoppiata iniziale a base di “Treasure Chest Party Quest” e “Fannybaws”, passando poi per qualcosa di completamente assurdo come “Zombies Ate My Pirate Ship”, in cui spiccano senza dubbio gli inserti di voce femminile. Non mancano anche fasi più in linea con l’animo più metal degli Alestorm, ben riconoscibile ad esempio nella più powerona “Call Of The Waves” o in una “Chomp Chomp”, che non stonerebbe all’interno di “Captain Morgan’s Revenge” o “Black Sails At Midnight”, resa ancora più aggressiva dalla presenza del diabolico vocalist finlandese Mathias ‘Vreth’ Lillmans (Finntroll, Observant, …and Oceans etc.).
Dopo la trascurabile “Pirate’s Scorn”, peraltro cover di una canzone proveniente proprio dall’immaginario di Donkey Kong, vi è una fase finale che è un vero e proprio programma a se stante, poiché al suo interno trovano spazio il classico tormentone di un minuto “Shit Boat (No Fans)”, l’autocelebrativa “Pirate Metal Drinking Crew” e la suite “Wooden Leg Part 2 (The Woodening)”, in netta contrapposizione con quella “Wooden Leg” ignorantissima datata 2014 di cui vorrebbe essere una sorta di sequel. Il tutto concluso con classe dalla lenta e cadenzata “Henry Martin”, la quale  pone la proverbiale ciliegina su una torta dai molteplici sapori che forse avrebbe avuto bisogno di un po’ di solidità in più per risultare veramente prelibata ed incisiva. Tradotto, con un po’ di furia pirata in più e qualche passo di danza in meno, l’abbordaggio sarebbe andato ulteriormente a buon fine; ma anche così l’album funziona piuttosto bene e non mancano fasi elettrizzanti e fomentanti, da riproporre assolutamente in sede live appena i mari saranno nuovamente navigabili e il Kraken microscopico avrà finito di incutere timore.

TRACKLIST

  1. Treasure Chest Party Quest
  2. Fannybaws
  3. Comp Chomp
  4. Tortuga
  5. Zombies Ate My Pirate Ship
  6. Call Of The Waves
  7. Pirate's Scorn
  8. Shit Boat (No Fans)
  9. Pirate Metal Drinking Crew
  10. Wooden Leg Part 2 (The Woodening)
  11. Henry Martin
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