ALEX MASI – Late Night At Desert Rimrock

Pubblicato il 28/11/2006 da
voto
7.5
  • Band: ALEX MASI
  • Durata: 00:54:04
  • Disponibile dal: 20/10/2006
  • Etichetta: Lion Music
  • Distributore: Frontiers

Un po’ di storia, innanzitutto. Forse non tutti ricordano, infatti, questo curioso personaggio che ha visto i suoi natali in quel di Venezia e, cresciuto sotto l’ala del rock e dell’heavy metal (forse qualcuno ricorderà la sua militanza nei mitici Dark Lord!), è emigrato verso la fine degli anni ’80 in America, producendo col suo gruppo (che rispondeva, semplicemente, al monicker di Masi) un paio di buoni album di discreto successo tra pubblico e critica e soprattutto – come ben ricorderanno i maggiori aficionados di hard rock melodico – firmando una vera hit come “God Promised A Paradise”, che pur non raggiungendo la fama di altre notissime song dell’epoca, fece breccia con la sua melodia ruffiana ed il suo ritornello accattivante nei cuori dei più smielati die-hard rocker. I passi successivi videro il nostro istrionico guitar-hero italoamericano tentare la carta delle produzioni soliste, viaggiando verso altri lidi, senza però la fortuna (seppur moderata) che aveva caratterizzato le sue prime produzioni. Nel nuovo millennio, dopo un paio di tributi a due grandi della musica classica (Bach e Mozart) ed una produzione sperimentale a nome Mcm, Alex Masi torna ancora una volta, sempre in compagnia del poliedrico drummer John Macaluso che lo accompagna da qualche anno a questa parte, in una nuova produzione che risponde al nome di “Late Night At Desert Rimrock”, e nella quale tenta ancora una volta di non mettere la parola fine alla sua evoluzione musicale. Cosa aspettarci dunque da Alex Masi sul volger del sesto anno del ventunesimo secolo? La risposta non si fa aspettare, e si svela già dai primi secondi dell’opener “Vagina Dentata” (che non rappresenta un caso etimologico all’interno del disco, dato che scorrendo la tracklist si possono notare titoli altrettanto particolari…): una ritmica serrata (ma non velocissima), dal gusto un poco moderno (ma che non manca, ovviamente, di strizzare di continuo l’occhio all’epoca d’oro in cui il guitar-hero è cresciuto) che introduce una canzone dall’ottimo ritmo (prerogativa che sarà curatissima in tutto il disco, dato che la sezione ritmica composta da Macaluso e dallo stesso Masi al basso ci regalerà alcuni tra i lavori migliori di “Late Night At Desert Rimrock”) su cui si staglia il soleggio di Alex, per la verità non molto distinto ed originale in questa prima track, che si lascia nondimeno gustare e richiama di continuo i più grandi della sei corde in ambito rock. Già dai pezzi successivi (“You Asked” e “Antistructure”) si nota però la direzione caratteristica che Masi vuole dare al suo lavoro, ovverosia (oltre alla perizia ritmica già accennata) un’atmosfera orientaleggiante, data anche dai sagaci inserti di sitar, che non ci abbandonerà sino alla conclusiva “Unsolved”. A partire da qui si chiariscono anche meglio i mostri sacri ai quali l’album fa tributo: pur avendo uno stile piuttosto personale, infatti, già dal primo ascolto non è difficile scorgere i germi che due chitarristi come Steve Vai e Marty Friedman hanno instillato nel chitarrista di origini venete. Non ci si ferma qui, ovviamente, ed ecco accorrere in aiuto all’affresco dipinto da Alex le suggestioni progressive (soprattutto in “Telling England By The Sound”, un’evidente citazione distorta ad uno dei più gloriosi dischi dei Genesis) e le influenze fusion. Poc’altro da aggiungere, se non sottolineando che l’ascolto (cosa non facile ed assolutamente non scontata in un disco interamente strumentale) scorre molto bene lungo tutta la durata del disco, nel quale si vuol fare menzione ancora di una piccola perla (senza nulla togliere alle restanti track, che lasciamo scoprire al fruitore di turno), ovvero la curiosa “Tiktaalik In Evolution”, uno dei pezzi più sperimentali del disco, dove vengono omaggiate – in modo del tutto personale, sia chiaro – alcune note dei Black Sabbath. Consigliando vivissimamente questo disco a tutti gli appassionati dello strumento, ci riserviamo di consigliare comunque un album decisamente sopra la media delle produzioni di genere ad una platea molto più vasta, certi che la bravura e il feeling di Masi non tarderanno a conquistarsi assensi ben più vasti di una cerchia ristretta di appassionati delle sei corde. Bentornato Alex!

TRACKLIST

  1. Vagina Dentata
  2. You Asked
  3. Antistructure
  4. Love Is A Resonance
  5. Asparagus Piss
  6. Disembodied In The Mojave
  7. Tiktaalik In Evolution
  8. The Smell Of Weightlessness
  9. Telling England By The Sound
  10. His/Her Dosage
  11. Is You Is Or Is You Ain't?
  12. Unsolved
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