ALICE COOPER – Alice Cooper Goes To Hell

Pubblicato il 30/06/1976 da
voto
8.0
  • Band: ALICE COOPER
  • Durata: 00:43:15
  • Disponibile dal: 25/06/1976
  • Etichetta:
  • Warner Bros

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Dopo l’ennesimo successo planetario rappresentato da “Welcome To My Nightmare”, Alice Cooper deve dimostrare al mondo di essere ormai capace di viaggiare solo con le sue gambe, abbandonando definitivamente il supporto della sua vecchia band e reinventandosi così come era stato capace di fare nel precedente album. “Alice Cooper Goes To Hell”, dunque, prosegue sulla strada tracciata dal precedente lavoro, con una squadra pressoché immutata: oltre all’irrinunciabile Bob Ezrin in cabina di regia e nel ruolo di co-autore e arrangiatore, troviamo nuovamente la coppia d’oro Steve Hunter/Dick Wagner alle chitarre e una sezione ritmica di turnisti d’eccezione formata da Allan Schwartzberg alla batteria e Tony Levin al basso, che aveva già prestato le sue dita d’oro in alcuni episodi di “Welcome To My Nightmare”.
Se, però, la storia narrata nel primo disco solista di Alice è un piccolo capolavoro fatto di demoni interiori e melodie sinistre, “Alice Cooper Goes To Hell” porta in scena un taglio diverso, più stravagante e colorato. In primo luogo il concept sulla vita di Steven diventa sempre più improbabile, con il protagonista che finisce all’inferno e si trova coinvolto in una specie di sfida con il Diavolo in persona su chi sia il più ‘cool’ di tutti (Diavolo che, nelle intenzioni originali, doveva essere interpretato da Henry Winkler, ovvero il buon vecchio Fonzie!). E se già questa premessa non bastasse da sola, questo folle musical finisce per culminare in una canzone, “I’m Always Chasing Rainbow”, composta nel 1917 e diventata celebre in una versione di Judy Garland del 1941.
Musicalmente l’album è altrettanto colorato ed eccessivo, alternando momenti altissimi ad altri talmente strambi da lasciare completamente spiazzati (la cover già citata, ad esempio): Così da una parte abbiamo dei gioielli assoluti, come “Go To Hell”, una sorta di processo pubblico di tutte le ‘malefatte’ commesse da Alice, la graffiante “Guilty”, o ancora la delicata e fragile “I Never Cry”, una ballad che apre uno squarcio sulla lenta ma inesorabile discesa di Alice nell’inferno dell’alcolismo. Dall’altra, invece, un campionario anarchico di generi, che vanno dalla proto-disco di “You Gotta Dance”, fino al funk di “Wish You Were Here”, passando perfino per il doo-wop anni Cinquanta di “Give The Kid A Break”.
Sarebbe legittimo, a fronte di tutto questo, immaginarsi un totale disastro, invece, per qualche misterioso motivo “Alice Cooper Goes To Hell” è un album intrigante come pochi. Sfuggente, impossibile da inquadrare anche in una carriera variegata come quella di Alice Cooper, finisce per essere schiacciato dal suo maestoso predecessore, ma quasi più per un eccesso di estro che non per la qualità delle canzoni, che risultano sempre convincenti, sebbene costantemente sopra le righe.
A livello di vendite l’album non riesce a bissare il successo di “Welcome To My Nightmare” e anche il conseguente tour vede una richiesta di biglietti molto più contenuta. Davanti ad Alice Cooper si apre l’ennesimo bivio, proseguire sulla vecchia strada o provare a cambiare nuovamente gli abiti di scena? La risposta a questa domanda non si farà attendere e avrà un nome e un cognome: Maurice Escargot.

TRACKLIST

  1. Go to Hell
  2. You Gotta Dance
  3. I'm the Coolest
  4. Didn't We Meet
  5. I Never Cry
  6. Give the Kid a Break
  7. Guilty
  8. Wake Me Gently
  9. Wish You Were Here
  10. I'm Always Chasing Rainbows
  11. Going Home
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