ALICE COOPER – Killer

Pubblicato il 27/11/1971 da
voto
9.5
  • Band: ALICE COOPER
  • Durata: 00:37:08
  • Disponibile dal: 27/11/1971
  • Etichetta:
  • Warner Bros

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Coerenti con i tempi frenetici della discografia dei primi anni Settanta, gli Alice Cooper non possono concedersi di perdere tempo. La Warner, che inizialmente pensava di essersi portata a casa una di quelle band destinate a finire nel nulla insieme al resto del catalogo di Zappa, si ritrova improvvisamente tra le mani una band in attivo, con tutto il potenziale per portare nelle casse della major un discreto flusso di denaro. Come si dice, ‘squadra che vince, non si cambia’, quindi gli Alice Cooper vengono nuovamente affidati a Bob Ezrin, con l’intenzione di mettere in musica un degno successore di “Love It To Death”. L’obiettivo di “Killer”, dunque, non è quello di stravolgere il sound di una band che, anzi, in passato aveva peccato di troppa volatilità, ma al contrario di andare a consolidare le idee migliori del precedente disco, magari alzando l’asticella dove possibile.  Ed è esattamente questo che gli Alice Cooper realizzano con il loro nuovo lavoro.
“Killer” contiene una incredibile selezione di grandi canzoni che confermano, se ancora ci fosse qualche dubbio, come la band non fosse affatto un fenomeno costruito a tavolino per creare scandalo e scalpore nell’America (e successivamente nell’Europa) benpensante. Tutte le caratteristiche che il pubblico aveva amato in “Love It To Death” tornano con forza anche in “Killer”: l’energia e la carica del rock più selvatico ribollono in “Under My Wheels” e “Be My Lover”, prima di lasciare spazio a “Desperado”, un brano più riflessivo, desertico, dalle atmosfere western, probabilmente ispirato dalla figura di Jim Morrison. Tocca invece ad “Halo Of Flies” dimostrare come negli Alice Cooper ci fossero dei musicisti di assoluto spessore: la band raccoglie una serie di idee provenienti dal passato, addirittura dal periodo di “Pretties For You”, le contestualizza all’interno del nuovo sound e costruisce una lunga composizione dalle tinte prog-rock, con una ritmica incalzante e pregevoli intrecci di chitarre elettriche. Chi invece aveva amato gli Alice Cooper più cupi e inquietanti, quelli di “Black Juju”, trova nel finale dell’album la sua apoteosi. Prima “Dead Babies”, una canzone capace di mettere i brividi per la tematica trattata e che riaccende ulteriormente la polemica sulle tematiche scelte dagli Alice Cooper, senza rendersi conto di come la canzone fosse una evidente stigmatizzazione dell’incuria di alcuni genitori. Ancora più spettrale e sinistra la titletrack, perfetta colonna sonora per un cortometraggio horror, con tanto di jumpscare finale. In cabina di regia, Bob Ezrin lascia alla band la massima libertà di espressione, pur mettendoci lo zampino in più di un’occasione, suggerendo soluzioni e accorgimenti diversi. Ad esempio convoca Rick Derringer per alcune parti di chitarra che Glen Buxton non riusciva a padroneggiare al meglio, oppure punteggia le canzoni con qualche strumento classico, per rafforzare il sound e dare colore alle canzoni: una sezione di ottoni, delle partiture di archi, oppure un semplice violoncello a doppiare il basso. Alice e compagni inizialmente storcono il naso, ma Ezrin sa il fatto suo e ogni intervento non solo non stona, ma aggiunge valore a delle composizioni già ottime.
“Killer” viene pubblicato il 27 novembre 1971 e, pur rappresentando oggi una delle vette assolute dell’intera carriera di Alice Cooper, non riesce a raggiungere la top 10, fermandosi alla ventunesima posizione. Alla band servirebbe un’altra hit, capace di bissare e superare il successo di “I’m Eighteen”, una di quelle canzoni che i ragazzi di tutto il mondo possano cantare a squarciagola, con quella gioia, quell’entusiasmo paragonabile dell’ultimo giorno di scuola…

TRACKLIST

  1. Under My Wheels
  2. Be My Lover
  3. Halo of Flies
  4. Desperado
  5. You Drive Me Nervous
  6. Yeah, Yeah, Yeah
  7. Dead Babies
  8. Killer
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