ALICE COOPER – The Revenge Of Alice Cooper

Pubblicato il 23/07/2025 da
voto
6.5
  • Band: ALICE COOPER
  • Durata: 01:00:00
  • Disponibile dal: 25/07/2025
  • Etichetta:
  • earMusic

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A dispetto di una carriera mutevole e capace di adattarsi alle diverse tendenze che hanno attraversato la storia del rock degli ultimi sei decenni, Alice Cooper ha sempre riconosciuto l’importanza di quel periodo d’oro in cui il suo nome non era quello di un artista solista, ma una band vera e propria.
Dennis Dunaway, Neal Smith, Michael Bruce e Glen Buxton non erano dei turnisti alla corte di Alice, erano parte integrante del progetto, coloro che firmavano le musiche dei suoi più grandi successi e che hanno contribuito attivamente alla creazione del circo degli orrori di Alice Cooper. Certo, il frontman era la personalità più forte, il leader carismatico, l’unico in grado di poter proseguire da solo e restare una grande star (come infatti è accaduto), eppure sarebbe ingeneroso non riconoscere l’importanza della sua band nell’economia di dischi leggendari come “Love It To Death”, “Killer”, “School’s Out” e “Billion Dollar Babies”.
Nel corso degli anni, Alice ha mantenuto vivi e contatti con i suoi ex compagni, con collaborazioni sporadiche sia in studio (su “Paranormal” e “Detroit Stories”, ad esempio), che dal vivo. Nessuno aveva mai parlato di una vera e propria reunion della Alice Cooper band, fino a quando, a sorpresa, il Nostro non ha annunciato “The Revenge Of Alice Cooper”, il primo disco realizzato con la sua vecchia band – con l’esclusione di Buxton, deceduto nel 1997 – dai tempi di “Muscle Of Love” (1973).

Date le premesse, saremmo stati più che felici di accogliere questo ritorno con l’entusiasmo di chi riabbraccia un vecchio amico dopo tanto tempo: invece, con un certo dispiacere, ci troviamo di fronte ad uno dei dischi più spenti di Alice degli ultimi vent’anni. Non un disco pessimo, intendiamoci, ma ben educato, manieristico e inutilmente nostalgico. Un disco, insomma, fatto da un gruppo di anziani che ricorda i bei tempi di quando erano giovani e trasgressivi.
Se c’è una cosa che abbiamo sempre apprezzato in Alice Cooper è proprio una qualità opposta alla nostalgia: la sua capacità di prendere qualunque genere e dargli la sua impronta personale. Una qualità che gli ha permesso di essere un artista hair metal negli anni Ottanta, di sfidare Marilyn Manson sul suo stesso terreno di gioco con “Brutal Planet”, di riscoprire il rock grezzo e dritto negli anni 2000 con dischi eccellenti come “Dirty Diamonds” e di girare il mondo con una band di musicisti che hanno la metà dei suoi anni. Il tutto, continuando ad essere sempre e comunque Alice Cooper.
La nostalgia, con lui, non funziona e ce n’eravamo accorti già con un altro tentativo mezzo fallito, quel “Welcome 2 My Nightmare” che non arriva nemmeno ad un decimo della qualità del primo capitolo.

Entrando più nel dettaglio, “The Revenge Of Alice Cooper” è un disco omogeneo solo nel suo strizzare l’occhio agli anni Settanta, ma denso di stili e di contaminazioni diverse.
Il motivo è semplice: le canzoni qui contenute sono state scritte in tempi molto lontani tra loro, con alcuni episodi che risalgono addirittura agli anni Ottanta.
Anche la qualità delle composizioni è molto volatile. Da una parte, abbiamo episodi riuscitissimo, come “Wild Ones”, un brano energico di puro hard rock che ci restituisce la band nella sua forma migliore; “What A Syd”, guidata dal basso notturno e sinuoso di Dunaway; “Inter Galactic Vagabond Blues”, con le sue atmosfere fantascientifiche che sembrano uscire dalla penna dei Blue Öyster Cult; oppure “What Happened To You”, che vede tra l’altro la presenza di un riff suonato da Glen Buxton e conservato da Dunaway per mezzo secolo.
Dall’altra, invece, abbiamo una collezione di canzoni fiacche, suonate con il freno a mano tirato e totalmente incapaci di recuperare lo spirito minaccioso e tormentato del vero Alice Cooper. Tra coretti doo-wop e melodie facili, ci troviamo disarmati fronte a brani come “Blood On the Sun”, “Famous Face” e perfino “See You On The Other Side”, una ballad dedicata a Buxton tanto ammirevole nelle intenzioni, quanto stucchevole nella realizzazione.
Capiamo che Alice Cooper volesse un po’ chiudere il cerchio e dare un seguito ad un capitolo della sua vita rimasto in sospeso per tanto, troppo tempo. Visto il risultato, però, ci auguriamo che il prossimo disco torni ad essere in linea con quanto abbiamo ascoltato in “Road”.
La nostalgia lasciamola a quelle band che non hanno più nulla da dire e che vivono solo delle ombre del proprio passato: Alice Cooper, finora, non è mai stato uno di questi.

TRACKLIST

  1. Black Mamba
  2. Wild Ones
  3. Up All Night
  4. Kill The Flies
  5. One Night Stand
  6. Blood On The Sun
  7. Crap That Gets In The Way Of Your Dreams
  8. Famous Face
  9. Money Screams
  10. What A Syd
  11. Inter Galactic Vagabond Blues
  12. What Happened To You
  13. I Ain’t Done Wrong
  14. See You On The Other Side
  15. Return of the Spiders 2025 (bonus track)
  16. Titanic Overunderture (bonus track)
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