7.0
- Band: ALL OUT WAR
- Durata: 00:29:53
- Disponibile dal: 26/07/2019
- Etichetta:
- Unbeaten Records
Con il nuovo “Crawl Among The Filth” gli All Out War viaggiano più che mai spediti su una strada che in parte li riconcilia con un approccio più essenziale e diretto. Ovvio, stiamo pur sempre parlando dell’unica hardcore band newyorkese che ha come influenza principale certi colossi del thrash tedesco e californiano anziché quanto partorito dalla storica scena HC locale, ma, pur con i consueti riferimenti a “Persecution Mania”, “Terrible Certainty” e “Hell Awaits” – senza dimenticare alcune brevi derive atmosferiche che questa volta sanno persino di black metal – la proposta del gruppo su “Crawl…” sposa piuttosto chiaramente un impianto ancora più brusco e sfrontato del solito, con ritmiche maggiormente serrate e pezzi dalla durata anche molto breve.
Con meno di mezz’ora di musica, gli All Out War in questa occasione vanno dunque più che mai dritti al sodo, offrendoci il loro disco più conciso, ma anche quello più ‘nero’, avvolto da un’atmosfera più tragica che polemica, particolarmente evidente in episodi come “Divine Isolation”, “Contempt Be Thy Faith” e “Despised Regime”.
Lo screaming spietato di Mike Score fa da trait d’union impeccabile fra le varie canzoni e una regia attenta, capace di seminare dettagli sonori al momento e al posto giusto anche nei pezzi a prima vista più brutali, dà vita ad una interessante continuità nell’ascolto.
Oltre alle tracce succitate, si fanno apprezzare soprattutto “Suffocate and Subjugate” e il singolo “Gehenna Lights Eternal”, in cui gli arrangiamenti, qui più scarni, lasciano spazio alla tipica efferatezza della band, sempre abile nel rileggere il thrash metal d’annata in chiave hardcore beatdown. Un disco, quindi, molto denso e teso, forse privo di certe hit istantanee invece presenti negli ultimi due lavori in studio, ma che nel complesso sa dimostrarsi utile e riuscito. Dal loro definitivo ritorno, avvenuto quattro anni fa con “Dying Gods”, gli All Out War non hanno ancora sbagliato un colpo.
