ALLHELLUJA – Inferno Museum

Pubblicato il 14/05/2005 da
voto
6.5
  • Band: ALLHELLUJA
  • Durata: 00:43:57
  • Disponibile dal: 23/05/2005
  • Etichetta: Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

Lo stoner è un genere musicale che negli ultimi anni ha avuto un boomincredibile, grazie soprattutto alle band della valle della mortecaliforniana, dove tutto è nato nei primissimi anni Novanta. Precursoridi questo tipo di musica sono stati i Kyuss, band tra le più seminalidi sempre e capaci ancora oggi di influenzare le giovani band stoner ingiro per il pianeta. Gli Allhelluja infatti propongono uno stoner metalche è un ibrido bastardo tra i sopra citati maestri californiani, gliSpiritual Beggars di Mike Amott e l’impatto rock degli Entombed di metàcarriera, quelli di “Uprising” per la precisione. A dar corpo a questoimpasto ci pensano tre italiani e un danese, quest’ultimo salito allaribalta negli ultimi anni per essere il cantante della death thrashband Hatesphere. La musica del quartetto è, come da copione, sporca,grassa, aggressiva e distorta, proprio come i Kyuss canonizzarono unaquindicina di anni or sono. Sotto il profilo musicale quindi non c’ènulla di nuovo da segnalare, se non che i ragazzi infondono allecomposizioni grande energia. La vera sorpresa arriva da Jacob, il qualelascia da parte quasi completamente la sua timbrica death e sfodera unaprestazione di tutto rispetto, a metà strada tra il marcissimo L.G.Petrov e Spice, l’ex cantante degli Spiritual Beggars, ora in forza aiMushroom River Band. Il cantante danese lascia il suo timbro su tuttele song, da quelle più dirette e veloci, quali l’opener “A Perfect Man”o “God Is Laughing”, a quelle che seguono un ritmo più lento come”Inferno Museum”. In realtà tutta la band si muove discretamente, laproduzione essenziale di Maurizio Brioschi e il mixing grezzo ad operadello stesso Jacob Bredahl danno spessore a tutto l’album e valorizzanotutti gli strumenti, in particolare il basso di Rob, sempre benpresente e reso in maniera particolarmente distorta. La band privilegiasicuramente le parti tirate rispetto ai mid tempo, e, al contrario deiKyuss e delle stoner band del deserto, eliminano quasi completamente lelunghe fughe strumentali, lisergiche e fumose, cosa che rende l’albumforse troppo monolitico. Sarebbe stato interessante avere adisposizione i testi dell’album in quanto si tratta di un conceptispirato dal romanzo di un maestro del giallo quale Derek Raymond, “IlMuseo Dell’Inferno”, che narra della caccia a un serial killersessuale. In conclusione, direi che “Inferno Museum” è un discretoalbum di stoner piuttosto canonico ed impreziosito dalla prova vocaledel tatuatissimo Bredahl, che comunque non riesce a portare nell’olimpodel genere dei pur buoni esecutori come gli Allhelluja.

TRACKLIST

  1. A Perfect Man
  2. Yuor Savior Is Here
  3. Ego Te Absolvo
  4. Miss M
  5. Inferno Museum
  6. Who's Gonna Kill My Lady?
  7. God Is Laughing
  8. Nervous Titter
  9. Gettin' Closer
  10. Devil's Kiss
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