ALMAH – E.V.O

Pubblicato il 13/10/2016 da
voto
7.0
  • Band: ALMAH
  • Durata: 00:53:11
  • Disponibile dal: 09/23/2016
  • Etichetta: Pride & Joy Music
  • Distributore: Audioglobe

Erano in molti a darli per spacciati. Si può infatti dire che gli Almah di Edu Falaschi escano soltanto adesso dal baratro che si scavarono da soli in occasione dello scadente e modernista “Motion”, album a ragione citato come il punto più basso della loro carriera. Anche se timidi segni di ripresa si registrarono tre anni fa grazie al piacevole “Unfold”, rimanevano comunque intatte le ultime tracce di quella pochezza creativa che così duramente aveva colpito il pentagramma della band nel 2011, tracce da cui chi scrive pensava il combo carioca non si sarebbe mai liberato. Invece lo ‘scrollone’ definitivo per gli Almah arriva proprio adesso, nel 2016, grazie a questo nuovo “E.V.O”, onesto lavoro di power metal elegante e ben composto, un lavoro in grado finalmente di riconfrontarsi con l’ottimo secondo vagito discografico della band, il buono “Fragile Equality”. Torna quindi il power di buona fattura tipicamente brasiliano, torna anche su certi pezzi l’inconfondibile ‘Angra sound’ che tutti ci aspettiamo ma – più importante – scompaiono invece quei superflui influssi aggressivi e thrashy che per nulla appartenevano alla band, sostituiti qui da buone melodie cariche di freschezza, di positività e, perché no, anche di speranza. Le danze si aprono con “Age Of Acquarius” brano elaborato ma di facile memorizzazione, che sfacciatamente richiama in ogni sua parte gli Angra del periodo centrale, quelli di “Temple Of Shadows”. “Speranza” si allontana di poco dalle coordinate power/prog della prima traccia, ma mostra un’ariosità e una fluidità notevoli, che davvero invogliano all’ascolto. La delicata ballad “The Brotherhood” fa il suo, cullandoci con buone melodie, così come bene possiamo dire anche di “Higher”, passaggio forse più tedesco che brasiliano che vivacizza un po’ i ritmi, fin’ora più tendenti allo sviluppo di buone melodie che alla messa in atto di un power più veloce e fisico. Archiviando velocemente l’anonima “Innocence”, troviamo interessanti anche “Infatuated”, altro episodio estremamente fruibile e catchy, e la più ruvida “Pleased To Meet You”, che esplora ancora territori prog. “Indigo” e “Capital Punishment” rappresentano il volto migliore della seconda parte di disco, che si rivela piacevole e solida come la prima, con la sola eccezione forse di un paio di brani più debolucci quali la scialba “Final Warning” e “Corporate Warning”, robusta ma dal costrutto un po’ forzato.  Che dire? Un capolavoro questo “E.V.O” certo non lo è, ma è decisamente un buon disco, sia rapportato alla scena e al periodo in cui è uscito, sia rapportato agli ultimi, sbilenchi, tentativi discografici della band stessa. La strada giusta per gli Almah Falaschi sembra averla ritrovata, speriamo ora che la percorra fino in fondo, senza cercare di nuovo la deriva su territori che mai criticheremmo in senso assoluto, ma che con questa band sembrano entrarci davvero poco.

TRACKLIST

  1. Age Of Acquarius
  2. Speranza
  3. The Brotherhood
  4. Innocence
  5. Higher
  6. Infatuated
  7. Pleased To Meet You
  8. Final Warning
  9. Indigo
  10. Corporate War
  11. Capital Punishment
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