ALMANAC – Rush Of Death

Pubblicato il 07/03/2020 da
voto
7.0
  • Band: ALMANAC
  • Durata: 00:47:09
  • Disponibile dal: 06/03/2020
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

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Giungono al terzo album gli Almanac, creatura di Victor Smolski, ex chitarrista dei Rage e mente dietro all’ambizioso progetto Lingua Mortis Orchestra. Questo “Rush Of Death” non si muove troppo dal solco tracciato con i precedenti lavori degli Almanac, anche se vede protagonista una formazione quasi del tutto rinnovata. Così ci troviamo nuovamente davanti a un power metal di indubbia qualità, energico, molto tecnico, dall’ampio respiro melodico.
Smolski si conferma ancora un bravo compositore, in grado di far dialogare un’anima ‘orchestrale’ (essendo tra l’altro figlio di un importante direttore d’orchestra bielorusso) con quella più ruvida e dichiaratamente in linea con l’ormai tradizionale power metal di matrice teutonica.
Per i fan della band c’era particolare curiosità attorno al nuovo vocalist, Patrick Sühl, chiamato a sostituire l’ottimo Andy B. Frank (Brainstorm): Sühl si conferma un’ottima voce, in grado di garantire una prestazione sempre ad alti livelli per tutta la durata dell’album. Questo elemento risulta, in ultima analisi, fondamentale per l’esito di “Rush Of Death”, trattandosi di un disco che non ha mai veri apici o momenti indimenticabili, nonostante vengano proposte costantemente idee e intuizioni piacevoli e interessanti. Un vocalist capace e ben in linea con le intenzioni compositive è dunque assolutamente determinante, specialmente in brani più deboli e meno ispirati come “Satisfied” o “Can’t Hold Me Back”.
Il lavoro chitarristico di Smolski la fa ovviamente da padrone per tutta la durata del lotto, cesellando riff che puntualmente si aprono in partiture melodiche sempre di buona fattura. Stavolta, più che nei dischi precedenti, c’è un’attenzione verso un sound leggermente più pesante, teso alla ricerca di un inedito groove che a tratti si allontana dai canoni prestabiliti del genere. Questo avviene in pezzi abbastanza intriganti come “Soiled Existence” e “Blink Of An Eye”, che in certi frangenti risultano sorprendentemente vicini a un mood thrasheggiante e moderno.
I risultati più gradevoli sono però rintracciabili in brani dal piglio più classico, dove tutti i componenti possono sfruttare con libertà le migliori risorse del proprio repertorio personale: l’opener “Predator”, la titletrack e l’ottima “Bought And Sold” restituiscono completamente l’anima del progetto Almanac, con arrangiamenti vivaci, ritornelli per nulla scontati e una compatta sinergia in fase ritmica. Una menzione particolare è necessaria per la traccia conclusiva “Like A Machine”, il brano migliore di “Rush Of Death”, dove vengono davvero sintetizzate tutte le atmosfere del disco, dando un piacevole senso di completezza e serietà al tutto: riff granitici, incursioni acustiche, passaggi funambolici che tendono verso il prog, un gusto melodico guidato da una voce sempre cangiante ed espressiva.
“Rush Of Death” non è dunque un album che punta a essere rivoluzionario o a costituirsi come un caposaldo del power metal, ma è un disco solido, molto ben fatto e piacevole da ascoltare (specialmente per gli amanti di un genere che di solito non offre molte novità di rilievo). Un lavoro che contribuisce anche a confermare la credibilità di un musicista come Smolski: coerente e lucido in ogni scelta compositiva, tanto da creare un sound piuttosto personale e riconoscibile, mai troppo devoto ai Rage o ad altre realtà del power tedesco.

TRACKLIST

  1. Predator
  2. Rush Of Death
  3. Let The Show Begin
  4. Soiled Existence
  5. Bought And Sold
  6. The Human Essence
  7. Satisfied
  8. Blink Of An Eye
  9. Can't Hold Me Back
  10. Like A Machine
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