6.0
- Band: ALTAR OF OBLIVION
- Durata: 00:18:12
- Disponibile dal: 30/09/2016
- Etichetta:
- Shadow Kingdom Records
Dopo quattro anni di silenzio discografico, tornano a farsi sentire i danesi Altar Of Oblivion che, dopo il loro secondo full-length, “Grand Gesture Of Defiance”, iniziano a flettere i muscoli e a riscaldarsi con un EP di quattro pezzi. La band si cimenta in un doom metal dalle tinte epiche che si ispira a Candlemass e Solitude Aeturnus, non puntando quindi alla lenta pesantezza, quanto piuttosto ad una maestosa fierezza. Gli Altar Of Oblivion non sono certamente degli innovatori e in questo lavoro giocano abbastanza sul sicuro, aprendo con il pezzo migliore, “State Of Decay”, una composizione possente e caratterizzata da un buon riffing e una pregevole melodia, benché la vocalità di Mik Mentor non sia su livelli eccelsi. Dopo una breve interludio, “Serenity”, si arriva al secondo vero pezzo, “Barren Ground”, che conferma quanto espresso nella prima canzone: anche in questo caso non si grida mai al miracolo, l’ascolto è piacevole e non mancano alcune buone soluzioni melodiche. Il tonfo, purtroppo, arriva con l’ultimo pezzo, “Lost”, che si apre con una voce filtrata che ricorda da vicino “Planet Caravan” dei Black Sabbath, per poi mutarsi in una ballad decisamente scialba e strascicata. Non migliora il tutto un cantato tutt’altro che ineccepibile, sia per interpretazione che per tecnica. Un’uscita senza infamia né lode, quindi, che riesce a districarsi tra alti e bassi: sicuramente quello che abbiamo sentito è troppo poco per riuscire a dare un giudizio articolato visto che, a conti fatti, abbiamo ascoltato solo tre pezzi, uno dei quali non molto rappresentativo del sound reale della band. Non ci resta che attendere il prossimo full-length per vedere se gli Altar Of Oblivion sapranno stupirci maggiormente, rafforzando quanto di buono abbiamo visto fin’ora.
