ALUK TODOLO – Voix

Pubblicato il 13/05/2016 da
voto
7.5
  • Band: ALUK TODOLO
  • Durata: 00:43:17
  • Disponibile dal: 05/02/2016
  • Etichetta:
  • Norma Evangelium Diaboli
  • The Ajna Offensive

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Quella degli Aluk Todolo permane una voce fuori dal coro nel contesto rock contemporaneo. Un pianeta orbitante su traiettorie tutte sue, disinteressato agli sviluppi di scene, correnti, mode. In attività dal 2004, il trio parigino non si è negato nulla, fra collaborazioni con realtà contemporanee altrettanto stravaganti (Nightbringer, Der Blutharsch and the Infinite Church of the Leading Hand), estemporanei ep e doppi album (il precedente “Occult Rock”), lasciando una persistente sensazioni di sfuggevolezza, di incapacità per l’ascoltatore di carpire il reale senso di quanto percepiscono i suoi padiglioni auricolari. La natura meramente strumentale del progetto tradisce la necessità di non rispettare schemi, non piegarsi ad alcun vincolo e lasciare semplicemente fluire la musica in ininterrotte fiumane. Pare irrazionale il costrutto degli Aluk Todolo, che in “Voix” danno vita a una maxi suite divisa in atti, privi di titolo, indicati solo con una numerazione che informa della lunghezza di quel singolo capitolo. Cercare appigli, verificare dove affiorino gli scampoli noise, quelli prog, quelli black metal, psichedelici, post-rock, negli oltre quaranta minuti dell’album, è un esercizio interessante, ma per conto nostro fuorviante. Perché sembrerebbe allora che la band finisca semplicemente per sovrapporre input diversi e dispiegarli con qualche lieve accorgimento in una matassa vorticosa ma tutto sommato identificabile. Non va esattamente così. Lo spaesamento è completo già in apertura, l’insieme fibrilla agitato, disperdendosi fra i tintinnii dei piatti e l’affilatezza di una chitarra che non si addensa in un riffing metal o rock, si liquefa e trasforma, si arrampica e cade infinite volte nel giro di pochi secondi. La sei corde esplora solitari mondi tenebrosi, contorna di un velo di stralunata quiete le digressioni contorte di basso e batteria, impegnate a trastullarsi in giri che paiono lunghe attese, ghirigori inconcludenti. Impressione sbagliata, questa, perché l’affannarsi su partiture circolari permette un impercettibile avanzamento, un trasmutarsi ebbro di follia verso un altrove non identificabile. La libertà di un’infinita jam session notturna è arginata e veicolata in movimenti ampi, che allo scalpitare frenetico sanno interporre cappe di calma irreale, silenziamenti della sfrenata energia cinetica dominante nel grosso dell’opera. Non vi sono aperture distensive vere e proprie, i crescendo del post-rock più classico qua non hanno cittadinanza, l’insieme è più torbido, intangibile, non si possono prevedere le mosse successive quando si è apprezzata una certa partitura e non è nemmeno possibile individuare specifici frammenti centrali, da cui si diparte tutto il resto. Ascensioni, discese, caos, delirio, calma, riflessioni, si susseguono in una matrice di dati pressoché indecifrabile, anche se mai pretestuosa o fine a se stessa. Le singole tracce prendono sostanza dall’essere accostate le une alle altre, anche se traspare da ognuna una sua definitezza, un carattere forte che le rende apprezzabili individualmente. “Voix” ha il grande pregio, inoltre, di poter andare a genio a un pubblico molto vasto; abbastanza colto e intellettualoide da poter entrare in playlist per gli appassionati del rock strumentale, ambizioso a sufficienza per i fautori della musica d’avanguardia, duro quanto basta per ingenerare una certa fascinazione anche nei metaller dai gusti più sofisticati. Soprattutto, il talento e la voglia di mettersi in gioco sfociano in una musica altamente comunicativa, ben lontana da una sicumera tanto altezzosa quanto risibile nei contenuti. Forse il potenziale completo del gruppo è destinato a uscire dal vivo, certi agitati trastullamenti possono uscire più disinvoltamente su di un palco e, per esserne certi, cercheremo a breve di testare quale sia il reale valore dei transalpini in questa situazione. Nell’attesa, ci sentiamo di consigliare gli Aluk Todolo senza alcun tentennamento. Ostici sì, impossibili no!

TRACKLIST

  1. 8:18
  2. 7:54
  3. 5:01
  4. 7:01
  5. 5:34
  6. 9:29
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