6.5
- Band: AMAZE KNIGHT
- Durata: 00:49:10
- Disponibile dal: 28/05/2012
Primo album per la formazione di Torino, con cinque tracce di circa dieci minuti l’una. La prima “Imprisoned” prende ispirazione dai Dream Theater dell’ultima decade, proponendo un prog rock/metal di stampo nostalgico, toni vocali alla Roberto Tiranti o alla Michele Luppi (quindi sì, anche panorama prog-power), passaggi veloci di chitarra e tastiera. Un’abitudine, dopotutto, a cui gli italiani continuano ad ancorarsi. “The Key” è un concept album, accomunato da un filo conduttore: la ricerca della libertà – libertà dai vincoli psichici, più specificatamente. Molto riusciti alcuni passaggi, intriganti, arrangiamenti discreti che si sposano bene con le digressioni melodiche tastieristiche e un buon groove di basso e batteria. Nessuno parla di scontatezza, sia chiaro: lampanti sono i riferimenti a Van Der Graaf Generator, Camel, King Crimson, Yes e compagnia, così come ai più moderni Transatlantic, Spock’s Beard, qualcosa alla Riverside. Il materiale è ancora più interessante alla critica, contando che questo è comunque un primo album e soprattutto autoprodotto, nel quale la produzione è molto convincente anche se qualche zona, soprattutto quella vocale, sembra mancare di spinta, in virtù di una voce che purtroppo, forse anche per l’engineering, non riesce a donare niente di personale o particolarmente accattivante, nonostante le buone linee melodiche. Questo è un po’ un freno a mano – a livello sonoro – per la formazione piemontese, che certo non brilla per motivi accattivanti o particolari stravolgimenti, ma che comunque confeziona un discreto concept-album. “Hartless”, nonostante il dubbio che può suscitare il termine per chi mastica l’inglese, racchiude un finale che rappresenta uno dei momenti più riusciti del disco, così come la seconda parte di “Liberation”, piuttosto evocativa. Gli Amaze Knight sono bravi musicisti, tecnici, precisi, ma ci si domanda se nel 2013 questo sound abbia ancora qualcosa da dire. O, almeno, in molti se lo domandano. Se però siete convinti che “prog rock is (still) the way” allora visitate il sito degli Amaze Knight. “The Key” è sicuramente meritevole. E gratuito. Le sorprese son dietro l’angolo.
