7.5
- Band: AMERICAN HEARTBREAK
- Durata: 01:45:59
- Disponibile dal: 15/11/2004
- Etichetta:
- People Like You
- Distributore: Self
Spotify:
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Stuzzicante doppio full length (per giunta disponibile in edizione limitata!) del five piece statunitense che ci regala, in due ore scarse, delle ottime rock’n’roll song. Nel primo cd è presente il debut album “Postcards From Hell” uscito nel 2000, il quale si dimostra un lavoro privo di fronzoli e carico di energia pronta ad esplodere nelle beneamate e usurate casse del nostro amato impianto hi-fi. Tra le highlight del disco va certamente segnalata l’opener “Superstar” che, in poco più di due minuti, riesce a far convivere armoniosamente urgenti guitar riff fusi con la grintosa performance vocale di Lance Boone, singer che si dimostra all’altezza del compito in tutte le canzoni presenti. “White Girl” trova il suo punto di forza nel refrain appiccicoso come un bubblegum, mentre “Drinks” erutta riff “crunchy” a volontà elaborati e scagliati dai due instancabili ed ispirati chitarristi Billy Rowe e Casey Crenshaw sul muro ritmico eretto dal bassista Michael Butler e il batterista Johnny Cruz. “Please Kill Me” è una song ben elaborata che vanta un buon guitar solo, ispirate melodie vocali e un drumming vario e mai monotono così come i seguenti brani che non denotano alcun calo di tono, risultando sempre coinvolgenti e musicalmente ben costruite. L’ultima cartolina sonora proveniente dall’Inferno assume il nome della titletrack, squisitamente classic rock al cento per cento. Come ghost track troviamo una piacevolissima sorpresa: ossia “Trash” dei New York Dolls, tanto gradito quanto doveroso omaggio a uno dei gruppi meno conosciuti ma decisamente fondamentali per l’evoluzione di una certa frangia più oltraggiosa e ambigua del punk rock’n’roll. Il secondo cd è sostanzialmente un contenitore di chicche per i die hard fan, dove troviamo brani live, acustici e il remix dell’ep “What You Deserve” uscito nel 2003. Buona la prova della band on stage, capace di offrire una performance riuscita, grazie al giusto mix di grinta e fun, evidenziato dall’adrenalinica “I Wish You Were D.E.A.D.” e dall’urgente “Superstar”. Notevole, anche la resa delle tracce acustiche che mostrano al pubblico la parte più intimistica della band, capace comunque di dare il giusto nerbo alle canzoni, evitando l’infausta conseguenza di renderle stucchevoli e prive di spina dorsale. Chiaramente, non ci sono evidenti novità stilistiche per quanto riguarda le canzoni contenute nell’EP, anche se possiamo notare qualche leggero cedimento compositivo. “Methadone Baby” ha un refrain alquanto zoppicante, mentre si torna su binari sicuri nella veloce “Wishing Well” e nell’orecchiabile “Another Wasted Day”. Infine, per chi non fosse ancora sazio, sono presenti i videoclip di “Postcards From Hell” e “Rotten Apple”, che ritraggono la band in azione sul palco. Un prodotto da non perdere per chi non ne ha mai abbastanza del rock’n’roll!
