voto
7.5
7.5
- Band: AMIA VENERA LANDSCAPE
- Durata: 01:08:00
- Disponibile dal: 05/12/2010
Spotify:
Apple Music:
Dato alla luce in maniera del tutto indipendente, questo “The Long Procession” segna l’esordio sulla lunga distanza dei “post” hardcorers Amia Venera Landscape, band veneta di origine ma tutto sommato internazionale nell’espressività: a partire dalla mera componente linguistica fino ad arrivare al sound vero e proprio, il quale è contornato da influenze che vanno dai The Ocean ai Rosetta e, soprattutto, da un’aura selvatica, quasi da folk nordeuropeo. La musica del gruppo si divide infatti tra queste atmosfere da brume bucoliche, bordate post-hardcore/metal e finissime obliquità ambient e post-rock, all’insegna di sonorità elettroacustiche costantemente sospese tra tepori e glacialità. La band percorre il confine tra questi territori affidandosi spesso a una formula che procede per aggiunte successive, partendo da una struttura di base heavy e a volte anche piuttosto sostenuta – arricchita magari da qualche vago accenno a Zao e primi The Secret – per poi farsi via via più variegata, dapprima con l’intervento di una sezione ritmica molto intraprendente e poi ricorrendo di volta in volta alle tinte emozionali caratteristiche di pianoforte e tastiere, fino ad arrivare a veri e propri tappeti ambient. Il resto è lasciato a un’espressività vocale variegata, sovente brutale, ma anche malinconica o dolente, a tratti. Disco dalle squisite tinte autunnali, “The Long Procession” ci fa scoprire una band intrigante e molto, molto promettente, che deve soltanto imparare a essere un pochino più ordinata nella stesura di certe lunghe tracce (“Marasm”, ad esempio, è davvero un marasma di idee che si accavallano) per diventare realmente grande. Date loro un ascolto.
