AMORPHIS – Halo

Pubblicato il 06/02/2022 da
voto
7.5
  • Band: AMORPHIS
  • Durata: 00:55:46
  • Disponibile dal: 11/02/2022
  • Etichetta:
  • Atomic Fire

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Ormai da tempo gli Amorphis hanno trovato una formula, l’hanno consolidata, resa riconoscibile negli anni e – se ne facciano una ragione i detrattori – basandosi su questa formula hanno pubblicato ottimi album, senza nessun passo falso vero e proprio. Ebbene, il nuovo “Halo” non fa eccezione, ed è anzi una delle uscite migliori della discografia recente della band. Se, infatti, i finlandesi hanno scelto la strada più sicura, ciò non significa che non abbiano puntato sulla qualità e, considerando che da un gruppo con una carriera trentennale non si può pretendere la sfrontatezza o l’originalità degli esordi, è anche vero che non perdono un colpo neanche stavolta.
Avevamo sentito questi undici pezzi in anteprima a novembre (qui il link allo studio report) e, al di là di qualche dettaglio che può essere sfuggito dopo un singolo ascolto, l’impressione positiva rimane inalterata: si tratta di un album meno orchestrale rispetto al suo predecessore – anche se col tempo si scopre una ricchezza di suoni che al primo impatto non sembra esserci – e soprattutto di un’opera più metal, anche in questo caso senza perdere l’accessibilità che ormai da anni caratterizza le composizioni della band. La ricetta prevede come sempre una sorta di melodic death metal che non perde mai di vista la melodia e che riesce a combinare in maniera ottimale malinconia, epicità ed orecchiabilità (il ritornello di “Seven Roads Come Together” ne è un esempio evidente); non mancano nemmeno le consuete incursioni negli anni ’70, con lunghe fughe di tastiere che sanno di prog e con il tocco folk amplificato dall’uso del sitar. Sono poi piuttosto frequenti, perlomeno rispetto agli ultimi dischi, i rimandi ai ruggenti esordi, come nella doomeggiante “War”. A contribuire ad una maggiore compattezza è anche il ricorso meno massiccio agli ospiti, che in “Queen Of Time” superavano abbondantemente la doppia cifra, mentre in questo caso possiamo citare di nuovo la cantante Noa Gruman, il duo Francesco Paoli-Francesco Ferrini dei Fleshgod Apocalypse e la voce di Petronella Nettermalm nella ballata “My Name Is Night”. I punti di forza sembrano quindi essere l’ispirazione e lo stato di forma, molto buoni a livello compositivo e ottimi a livello di performance, con la prova di Tomi Joutsen in particolare evidenza, in un intricatissimo groviglio di growling e voce pulita che stupisce per la varietà di sfumature e tonalità; anche le chitarre hanno un ruolo fondamentale nell’economia del suono, con riff spesso più aggressivi del solito e che, in alcuni casi, hanno quasi una natura thrash (“The Wolf”, forse la sola vera novità dell’album).
“Halo” è l’ennesimo sfoggio delle capacità di una band che ha fatto la storia: non inventa niente, ma vale molto di più di un semplice sunto di quanto gli Amorphis hanno fatto finora.

TRACKLIST

  1. Northwards
  2. On The Dark Waters
  3. The Moon
  4. Windmane
  5. A New Land
  6. When The Gods Came
  7. Seven Roads Come Together
  8. War
  9. Halo
  10. The Wolf
  11. My Name Is Night
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