AMORPHIS – Magic & Mayhem – Tales From The Early Years

Pubblicato il 19/11/2010 da
voto
7.0
  • Band: AMORPHIS
  • Durata: 01:00:18
  • Disponibile dal: 17/09/2010
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Operazione revival – sarebbe ingiusto, infatti, definirla mera trovata commerciale – per i finnici Amorphis, che dopo aver pubblicato l’anno scorso l’apprezzato “Skyforger”, si ripresentano sul mercato nel 2010 con questa sorta di compilation old-fashioned intitolata “Magic & Mayhem – Tales From The Early Years”. L’idea di ri-registrare brani vecchi con la line-up attuale e con le potenzialità degli studi di registrazione odierni non è certo una novità, ma bisogna dire che gli Amorphis hanno fatto più che bene a seguire questa prassi, in quanto il loro materiale più datato è certamente quello che è rimasto nel cuore dei fan più accaniti e quello che, in definitiva, li ha fatti uscire allo scoperto praticamente nell’immediato inizio di carriera. “The Karelian Isthmus”, “Tales From The Thousand Lakes” ed “Elegy” sono i dischi scelti dai quali estrapolare i pezzi da ri-interpretare. I classici della prima e seconda ora ci sono tutti, a cominciare da quel “Sign From The North Side” che è sicuramente l’episodio di punta e più noto tratto dal debut-album dei nostri scandinavi, targato ormai 1993. A tre anni prima risale la fondazione della band, perciò “Magic & Mayhem” arriva a festeggiare il ventennale degli Amorphis, i cui chitarristi Esa Holopainen e Tomi Koivusaari ed il batterista Jan Rechberger sono gli unici superstiti della formazione originale (ricordando però che il drummer è stato fuori dal gruppo per diversi anni, prima di rientrare per “Far From The Sun”). E’ chiaro come i brani presenti in questo album siano passati attraverso un piacevole processo di ri-arrangiamento, che però a nostro parere avrebbe potuto essere ben più massiccio, considerando la sempre viva anima progressive del combo finlandese. Tomi Joutsen è quanto mai convincente alla voce, sia che si prodighi nel suo growl profondo, sia che dia sfogo alle vocals pulite…e fa piacere accorgersi che, in “Vulgar Necrolatry” (che botta!) e in “Drowned Maid”, funga da secondo growler un redivivo Koivusaari, il cui gorgoglio è particolarissimo e inconfondibile. La produzione è l’arma migliore in dotazione al disco qui recensito, non tanto per la potenza – ovvia – ma quanto per la scelta dei suoni, con delle grassissime chitarre motosega degne dei progenitori del death svedese old-school, e basti sentire il riff iniziale di “Sign From The North Side” per goderne appieno! “Black Winter Day” e “My Kantele”, la cui nuova proposizione ricalca in pieno quella che gli Amorphis eseguono dal vivo, ovvero un mix tra la versione metallica e quella acustica, restano i brani migliori di una formazione che forse ultimamente sta diventando troppo prolifica e troppo presente ma che, indubbiamente, ha scritto pietre miliari del death metal melodico. Opera da recuperare se già avete gli originali datati, altrimenti non fate i pigri e andate prima a cercarvi i tre lavori citati più sopra. Altri vent’anni così, cari Amorphis!

TRACKLIST

  1. Magic And Mayhem
  2. Vulgar Necrolatry
  3. Into Hiding
  4. Black Winter Day
  5. On Rich And Poor
  6. Exile Of The Sons Of Uisliu
  7. The Castaway
  8. Song Of The Troubled One
  9. Sign From The North Side
  10. Drowned Maid
  11. Against Widows
  12. My Kantele
  13. Light My Fire (cover The Doors)
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