AMPHISBAENA – Rift

Pubblicato il 30/07/2025 da
voto
7.0
  • Band: AMPHISBAENA
  • Durata: 00:31:13
  • Disponibile dal: 01/08/2025
  • Etichetta:
  • I Voidhanger Records

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A dieci anni dalla loro prima manifestazione discografica, rilasciata in punta di piedi e poi ristampata da Iron Bonehead Productions, gli Amphisbaena danno prova di essere ancora vivi e vegeti con un full-length poco più lungo del suddetto EP del 2015, ma che al suo interno è comunque in grado di presentare e approfondire un’evoluzione importante, oltre che inaspettata.
Nato per volontà di alcuni esponenti del circuito nordamericano più deviato e intransigente (Antediluvian, Revenge, Rites of Thy Degringolade, ecc.), il progetto era partito in maniera tutto sommato allineata al suono di certe aberrazioni musicali, ma con questo ritorno – battezzato dagli arpeggi puliti di una “Rift I – Wading the Deserts of Earth” che sa immediatamente di stacco rispetto al passato – è evidente come il suo sguardo si sia posato su lidi diversi da quelli frequentati abitualmente dai quattro negromanti chiamati in causa.
L’entrata nelle scuderie dell’I, Voidhanger Records – nota per il taglio ricercato e spirituale di buona parte del suo roster – non è insomma avvenuta per caso, dato che oggi, anche a fronte di una proposta inscindibile da certo black/death contemporaneo e destrutturato, vediamo un gruppo che, smessi quelli di terrorista, sceglie di indossare i panni di officiante di un rito sciamanico in sospensione nel vuoto.

Un suono perlopiù controllato, meditativo, nel quale la sezione ritmica si concede pochi strappi e le chitarre, guidate da un growl ipnotico e recitativo, cesellano un’atmosfera densa e distaccata, con i riff ora più obliqui, ora più dritti che sembrano quasi emergere dalle volte di erbe aromatiche e incenso, acquisendo via via definizione.
La melodia, concetto impensabile se pensiamo a lavori delle band madri come “The Divine Punishment” o “The Blade Philosophical”, non è ovviamente il pilastro della narrazione, ma quando emerge – e succede ciclicamente durante l’ascolto – lo fa appieno, senza indugi, evidenziando una sensibilità cinematografica i cui rintocchi profondi ampliano quel senso di non detto riscontrabile dall’inizio alla fine della tracklist.
In effetti, è come se una parte di “Rift” restasse imperscrutabile alle orecchie dell’ascoltatore; come se il suo songwriting, volutamente trattenuto, impedisse di avere una visione totale e definitiva del messaggio riportato, esaltando sicuramente il carattere enigmatico di alcuni episodi (“Scaled Ekpyrotic Splinters” e la conclusiva “Congress with the Void” su tutti), ma lasciando anche intendere che la vera quadra potrebbe non essere stata ancora raggiunta.
In definitiva, un esordio interessante e consigliato a tutti coloro che amano approfondire le forme più singolari e immersive dello spettro black/death, che ci auguriamo possa essere bissato da un seguito in tempi più ragionevoli dell’ultima volta.

TRACKLIST

  1. Rift I - Wading the Deserts of Earth
  2. Rift II - Opening of the Eye
  3. Rift III - Ruinous Godlike Simulacra
  4. Braying of 70,000
  5. Scaled Ekpyrotic Splinters
  6. Exponentially Falling... Upward
  7. Congress with the Void
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