AN AUTUMN FOR CRIPPLED CHILDREN – Everything

Pubblicato il 30/08/2011 da
voto
7.5

Un po’ My Bloody Valentine, un po’ Burzum. Un po’ sognatori, un po’ canaglie. I misteriosi An Autumn For Crippled Children ci regalano il meglio delle loro multiple personalità artistiche in questo nuovo “Everything”, successore del fortunato debut album “Lost”. I tre olandesi continuano ad ammaliare con il loro sound suadente e dalle forti influenze shoegaze e post punk. La formula provata con successo l’anno scorso viene tutto sommato ripetuta in questa occasione, anche se il materiale sembra ora essere alfiere di toni più confortanti, come se i nostri fossero riusciti a esorcizzare un certo male nella fatica precedente e ora guardassero al futuro con un filo di speranza in più. Si è ancora ben lungi dal poter definire la proposta anche solo vagamente “positiva”, ma senz’altro il termine “depressive” inizia ora a stare stretto al gruppo. Sono sostanzialmente alcune ritmiche e, soprattutto, la voce – prevalentemente un disperato latrato burzumiano – a mantenere punti di contatto con la scena estrema: gli AAFCC paiono aver smesso i panni della metal band che gioca con lo shoegaze e con altre sonorità “non metal” per diventare praticamente l’opposto. Le percentuali si sono quasi ribaltate, ora sono il doom e il black metal a essere in minoranza. Il terzetto immerge le canzoni in oceani di effetti di chitarra proprio come i gruppi shoegaze britannici dei primi anni ’90, costruendo un muro sonoro da cui emergono costantemente splendenti melodie, che colorano la base di tinte ora sensibili, ora addirittura incantevoli, sempre sospese tra passato e presente. Come degli Alcest meno agresti, con i piedi ben piantati nella realtà e con una passione ancora più marcata per riverberi, distorsioni e mescolanze di suoni e rumori. Sconvolgono di più le ghignanti e stra-accattivanti trame di una “Formlessness” o la generale competenza con cui i nostri rivisitano sonorità che sembravano quasi dimenticate? O, ancora, la consapevolezza che in questo sottogenere (quello avviato dai suddetti Alcest o dagli Amesoeurs, per intenderci) ci sono band che ormai pubblicano dischi usando un decimo dell’ispirazione degli AAFCC? L’album si chiude lasciandoci con delle domande senza risposta, ma con la certezza di essere al cospetto di un talento notevole.

TRACKLIST

  1. Forever Never Fails
  2. Formlessness
  3. Absence Of Contrast
  4. We All Fall
  5. Nothing / Everything
  6. Her Dress as a Poem, Her Death As The Night
  7. I Am The Veil
  8. Cold Spring
  9. Rain
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