7.0
- Band: AN AUTUMN FOR CRIPPLED CHILDREN
- Durata: 00:44:21
- Disponibile dal: 11/11/2013
- Etichetta:
- ATMF
- Distributore: Masterpiece
Come molti altri artisti contemporanei del panorama “post” black metal, anche gli An Autumn For Crippled Children trovano da sempre fonte di ispirazione e modelli nei filoni shoegaze e post punk. Un vero e proprio atto di amore e di nostalgia verso un’epoca per certi versi irripetibile che con il nuovo “Try Not To Destroy Everything You Love” giunge però a definitivo compimento. Al quarto full-length, infatti, il gruppo olandese non prova neppure a far finta di avere ancora qualcosa a che fare con il metal: voce a parte – che come al solito si configura in un acido screaming – la musica è ormai un inequivocabile amalgama di shoegaze, post punk e dark wave, costruito su effettistica enorme, chitarre sempre più zanzarose e un basso pulsante e deciso. A livello di sensazioni, “Try Not…” è malinconia pura: un flusso nostalgico che si snoda attraverso nove tracce dalle strutture appena abbozzate, in cui dominano le tastiere di TXT e MXM, fulcro evidente dell’intero lavoro. Queste ultime coprono letteralmente tutto il resto dell’afflato sonoro, duellando tra loro e imponendosi come sole, vere protagoniste delle composizioni. In passato la band aveva cercato un compromesso più equilibrato tra i vari elementi, concedendo più respiro e ponendo maggiore attenzione a concetti come strofa e chorus. Qui invece pare dominare la ciclicità e un’idea di album più vicina alla suite o al concept. Si sarà quindi capito che ci troviamo di fronte a un disco di non facilissima fruizione: i brani si assomigliano molto tra loro e, se il cantato non fosse presente, si potrebbe quasi avere l’impressione di essere di fronte a una serie di brevi colonne sonore per dei cortometraggi decadenti. Tuttavia, non mancano i momenti di fascino e soprattutto di tenerezza: gli An Autumn For Crippled Children, d’altronde, sono sì musicisti bizzarri e inquieti, ma anche una band sempre piuttosto ispirata, che con quest’opera manifesta nuovamente un amore sincero per tutto ciò che è malinconico. Chi ha apprezzato i lavori precedenti troverà senz’altro anche qui almeno qualche spunto di proprio gradimento.
