ANACRUSIS – Screams And Whispers

Pubblicato il 11/06/2026 da
voto
9.5
  • Band: ANACRUSIS
  • Durata: 01:02:12
  • Disponibile dal: 11/05/1993
  • Etichetta:
  • Metal Blade Records

L’album giusto nel momento sbagliato? Disco superlativo distribuito nel peggiore dei modi? Un canto del cigno tristemente eccelso? Chi più ne ha, più ne metta.
Siamo nel 1991 e gli americani Anacrusis erano reduci da alcune date live in compagnia dei Megadeth: otto concerti per la cronaca, una quarantina di minuti a disposizione prima di lasciare spazio a Mustaine e compagni. Una buonissima opportunità per uscire definitivamente dal seminato, anche perché fino a quel momento il versante della popolarità non aveva affatto sorriso alla band di St.Louis, puntualmente penalizzata da una scarsa commercializzazione dei lavori precedentemente rilasciati.
Il trittico formato da “Suffering Hour”, “Reason” e “Manic Impressions”, pur evidenziando gli enormi passi in avanti compiuti dai quattro del Missouri, aveva infatti trovato poca fortuna sugli scaffali metallici, portando inevitabile malcontento in seno alla formazione. Kenn Nardi, chitarrista dalla voce così speciale da costringere i propri compagni ad abbassare le tonalità del proprio strumento, l’amico di vecchia data Kevin Heidbreder, anch’egli alle sei corde, il bassista John Emery ed il batterista Chad Smith. Questa la line-up che si sarebbe riunita l’anno successivo presso lo studio di registrazione 48K Audio di St. Louis, per dar vita al quarto capitolo della loro discografia. O almeno queste erano le intenzioni.
L’insoddisfazione di un mancato riconoscimento discografico si propagò ulteriormente, investendo soprattutto Smith, per nulla soddisfatto di come stavano andando le cose a livello economico e quindi propenso a scegliere un’altra strada musicale. Il risultato, con la maggior parte delle canzoni già scritte, fu un cambio in corsa: fuori Smith, dentro Paul Miles, batterista già in attività con alcuni gruppi della zona; fu quindi Miles a sedersi dietro le pelli e mettersi d’impegno per imparare quanto già arrangiato da Nardi e dallo stesso Chad.
Cinque settimane di registrazione, due per il mixaggio. Tutto ok? Assolutamente no. Quanto riprodotto dall’attrezzatura presente al 48k Studio non aveva dato i frutti desiderati; ecco perchè venne deciso di remixare il tutto presso i Royal Recorders di Lake Geneva, luogo scelto dodici mesi addietro per la realizzazione di “Manic Impressions”. Fu Nardi in prima persona a ‘metterci le mani’ e, alla fine, la volontà di presentare la loro musica così come se la erano immaginata trovò la tanta attesa realizzazione.

“Screams And Whispers” è il manifesto thrash-prog degli Anacrusis, andando così a chiudere il cerchio di un’evoluzione artistica semplicemente superba.
Dopo aver definito nei primi tre album un’identità sonora complessa e a dir poco personale, il gruppo arrotonda la strategia, rendendo il tutto più accessibile, senza comunque perdere il marchio storico della molteplicità d’intenti. In che modo?
Tra gli aspetti più significativi, vi è sicuramente l’inserimento delle tastiere, da sempre elemento sospetto agli occhi dei puristi del metal: ispirato dal mastodontico “Into The Pandemonium” dei Celtic Frost, Nardi decide di aggiungere un taglio più orchestrale all’equilibrio stabilito in precedenza da thrash tecnico e post-punk. La formula non si appesantisce anzi, ne guadagna in eleganza; la complessità strutturale si riduce, in favore di un approccio più emotivo ed atmosferico, decretando un album meno intricato, ma ancora profondamente inquieto e riconoscibile.
Del resto, che qualcosa sia cambiato lo si percepisce chiaramente già da “Sound The Alarm”, brano simbolo della band americana. Il basso di Emery tempesta i ritmi con classe chirurgica, il neo-entrato Paul Miles imprime un’andatura più serrata, quasi danzante, ma meno spigolosa rispetto al passato; le chitarre alternano impatto metallici a linee melodiche, mentre Kenn Nardi sposta l’asse della propria interpretazione vocale verso un arrangiamento più controllato, relegando le stridule urla a brevi fendenti. Gli Anacrusis alleggeriscono così la forma globale del proprio sound, senza banalizzarne il contenuto. E quando vogliono colpire, ed abbassare i toni, ci pensa “Sense of Will” a confermare l’estrema versatilità di Nardi e compagni.
A proposito di tastiere, eccole, con particolare efficacia, in “Too Many Prophets”: il loro apporto teatrale, a tratti straniante, risulta invece calibrato, affiancandosi egregiamente alla nevrosi oscura garantita dal catastrofico incedere di Emery, abbinato al tappeto di riff distribuito dalla coppia Nardi/Heidbreder. Ed è anche per questo motivo che “Screams And Whispers” è un album difficilmente catalogabile nella sua perfezione globale: la sua forza risiede proprio nella quantità di dettagli che emergono ascolto dopo ascolto, stratificando ogni volta un diverso piano emotivo.
E non è un caso che un brano come “Release” (uno dei preferiti in assoluto per chi scrive) si prenda il suo spazio grazie ad un tasso di epicità melodico e crudele, marchiato a fuoco dal cantato del frontman statunitense, perennemente in bilico tra la pulizia delle strofe ed il grido strozzato in sede di refrain.
In “Division” le chitarre si rincorrono, trasformando in musica l’instabilità emotiva evocata dal testo, mentre Nardi, ancora una volta, oscilla tra il teatrale e il declamatorio. Ogni singola canzone può essere di fatto considerata un’opera d’arte, ed anche “Tools Of Separation”, sottolineando il salto tra ‘screams’ e ‘whispers’, si erge in tutta la sua desolazione grazie ad un singolare utilizzo delle famose tastiere, qui presenti per ansimare ulteriormente il senso di perdizione. Ma è la successiva “Grateful” (altro brano da podio) a sancire la definitiva interazione tra le vecchie chitarre e la nuova strumentazione, costruendo un brano raggiante di positività; ed è un piacere lasciarsi prendere a spallate dagli attacchi di riff puntualmente allarmati dagli inserti delle tastiere. “A Screaming Breath” scombina nuovamente i piani, con i suoi balzi accademici, mentre “Driven”, replicando il costante rovescio della medaglia, vince il premio di brano più heavy dell’intero lotto, pur avendo al suo interno i vocalizzi più intimi e aggraziati.
Si arriva così all’atto conclusivo del disco (escludendo la versione remix di “Release”) con un giustificato senso di smarrimento: ‘cosa ho ascoltato finora?‘ è la domanda che sorge spontanea. E la risposta ce la fornisce “Brotherhood?”: sontuosa, grintosa, temibile, la canzone che chiude i battenti di “Screams And Whispers” è la diretta replica dell’iniziale “Sound The Alarm”; se la prima traccia ci introduceva con un pizzico di sorpresa al nuovo capitolo degli Anacrusis, il tassello finale ne determina il suo apice, raccogliendo tutti gli elementi messi in gioco nei precedenti episodi in una sorta di celebrazione sonora.

Un album impeccabile, dall’inizio alla fine, che testimoniava come gli Anacrusis fossero in qualche modo ‘avanti’ rispetto ai tempi; forse troppo. E, come spesso accade, quello che doveva essere il definitivo trampolino di lancio, si trasformò nell’ultima testimonianza in studio della band americana. Il rapporto non idilliaco con la Metal Blade Records, condito dal disatteso ritorno economico derivante dalla vendite degli album e dai tour promozionali, portarono all’inevitabile scioglimento. Un parziale ‘risarcimento’ arrivò solamente nel dicembre del 2019 quando Kenn Nardi, insieme ai vecchi compagni, si riunirono per un unico concerto nel loro stato natale per celebrare la ristampa di tutti e quattro i loro dischi ad opera dell’etichetta californiana.
“Screams And Whispers”, da avere. Stop!

TRACKLIST

  1. Sound the Alarm
  2. Sense of Will
  3. Too Many Prophets
  4. Release
  5. Division
  6. Tools of Separation
  7. Grateful
  8. A Screaming Breath
  9. My Soul's Affliction
  10. Driven
  11. Brotherhood?
  12. Release (remix)
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