6.5
- Band: ANAL VOMIT
- Durata: 00:29:48
- Disponibile dal: 01/09/2009
- Etichetta:
- Black Seed Productions
- Distributore: Masterpiece
Si parla spesso di underground e spesso lo si fa a sproposito. Ma se qualcuno vi dovesse chiedere dove si può ancora trovare il vero spirito underground del metal, specialmente quello estremo, la risposta dovrebbe essere una e una soltanto: in Sud America! Qui il metal è ancora uno stile di vita trasgressivo oltre che una passione esagerata. Pertanto è giunto il momento di presentare una band e un più che dicreto album a coloro che si nutrono esclusivamente di quelli che in molti considerano ‘gruppi inascoltabili e grezzi’, quelle band veramente underground che se ne fregano delle produzioni e della tecnica, l’importante è fare ‘casino’, sfogare tutta la rabbia. Per tutti questi appassionati il nome degli Anal Vomit non dovrebbe risultare nuovissimo dato che il gruppo peruviano, con questo “Gathering Of The Putrid Demons”, è giunto al terzo full length consecutivo e partorito in poco tempo, dopo aver speso un decennio circa a produrre demo, split ed EP. La band di Lima, nella ‘mitica’ formazione a tre membri presenta nella maniera più irriverente e violenta possibile il suo death/black metal pieno zeppo di influenze thrash di vecchia data. La produzione avrebbe potuto essere più cupa e pesante per rendere la release ancora più estrema, ma va bene comunque perché gli strumenti si sentono e si distinguono e quindi il target minimo è stato raggiunto. La struttura dei brani asseconda la furia incontrollata della band ed è quindi difficile da cogliere, ma in fin dei conti i brani così come sono presentati funzionano molto bene perché sono brevi e concisi, con un concentrato di violenza metal assai alto. Per chi segue la scena underground sudmericana (o anche canadese) dei gruppi death/black metal, gli Anal Vomit si inseriscono ad un livello qualitativo medio, non demeritando, ma anche senza eccellere. La parte iniziale del CD è forse quella meglio riuscita e ci sono alcuni brani di spicco come “Narcomatanza” o la veloce “Cocalus”. Le influenze thrash che si sentono possono talvolta essere ricondotte ai primi Kreator, per il resto gli Anal Vomit dimostrano di aver assimilato al meglio le direttive più importanti impartite della ‘vecchia scuola’ del metal estremo, senza rifarsi necessariamente ad una band in particolare. La breve durata dell’album rende lo stesso ancor più piacevole all’ascolto ripetuto. Che il metal marcio e putrido sia con voi!
