ANATA – The Conductor’s Departure

Pubblicato il 04/07/2006 da
voto
8.0
  • Band: ANATA
  • Durata: 00:53:43
  • Disponibile dal: 26/06/2006
  • Etichetta:
  • Earache
  • Distributore: Self

Ecco quando si dice cambiare, pur rimanendo fedeli a sè stessi e alla propria filosofia artistica. Gli Anata di “The Conductor’s Departure” risultano infatti ben diversi dagli amabili melodic death metaller visti all’opera in “The Infernal Dephts Of Hatred” e “Dreams Of Death And Dismay”, ma anche piuttosto lontani da quella formazione che registrò il pregevole “Under A Stone With No Inscription”. Più complessi e personali nei riff di chitarra e maggiormente maturi nello strutturare i pezzi, evitando sbalzi troppo bruschi fra le sezioni più brutali e quelle più armoniose, gli Anata restano un ottimo esempio di death metal band; tuttavia, se fino a pochi anni fa una loro indiscutibile pietra di paragone poteva essere rappresentata dai Dark Tranquillity, oggi il songwriting dei ragazzi – pur presentando ancora numerosi spunti melodici – mostra parecchie affinità con quello di gente come Pestilence, Gorguts, Coroner, Cynic e persino The Dillinger Escape Plan e Gojira. Principali artefici di questo mutamento stilistico sono senza dubbio i chitarristi Fredrik Schälin e Andreas Allenmark, autentiche forze della natura in quanto a tecnica e varietà espressiva, abilissimi nel passare con disinvoltura da partiture prettamente death metal ad altre prog o jazzate senza perdere mai di vista la melodia. Le chitarre sono le assolute protagoniste del platter, perchè proprio da loro partono tutti i cambi di tempo e le intuizioni geniali. Il basso infatti non prende molte iniziative, mentre la batteria è sì suonata in maniera tecnicissima e fantasiosa, ma il più delle volte predilige una funzione di appoggio, ricorrendo a prevedibili ma efficaci blast-beat o a cavalcate in doppia cassa. Nonostante la relativa linearità di alcuni passaggi, il disco è però quanto di più complicato e “difficile” si sia udito negli ultimi tempi in campo death metal: se perciò siete abituati ad ascoltare i CD mentre fate altro, forse è meglio che non vi cimentiate con la nuova opera degli Anata. Le complesse trame di “Downward Spiral Into Madness”, “Better Grieved Than Fooled” o della titletrack vi si riveleranno infatti in tutta la loro bellezza soltanto dopo alcune attente fruizioni, svelando pian piano, tra un riff arzigogolato e l’altro, assoli ricercatissimi e inserti melodici di grande spessore. Se dovessimo trovare un difetto in “The Conductor’s Departure”, con tutta probabilità diremmo l’eccessiva prolissità di due o tre tracce, che alla lunga finiscono per stancare un pochino, ma, come avrete capito, il quarto full-length della band svedese è tutto fuorchè un lavoro noioso o poco riuscito. Smessi del tutto i panni di band capace ma a tratti ancora derivativa, gli Anata ci hanno regalato un disco alfiere di un techno-death metal che ha pochi eguali nel panorama attuale del genere. Forse non verranno capiti da molti, ma questi quattro ragazzi sono uno dei pochi gruppi in circolazione che oggi ha voglia di proporre qualcosa lontano dai soliti schemi. Cercate di ascoltarli!

TRACKLIST

  1. Downward spiral into madness
  2. Complete Demise
  3. Better grieved than fooled
  4. The great juggler
  5. Cold heart forged in hell
  6. I would dream of blood
  7. Disobedience pays
  8. Children's laughter
  9. Renunciation
  10. The conductor's departure
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