ANCALAGON – First Age: Entering Legend

Pubblicato il 13/01/2004 da
voto
8.5
  • Band: ANCALAGON
  • Durata: 00:44:18
  • Disponibile dal: 01/12/2003
  • Etichetta: Nihil Voces Productions
  • Distributore: Aeternitas Tenebrarum

A volte bastano poche note per capire il valore di una band. Pochi istanti per immergersi in un dominio splendido dove le note diventano narrazione. Ancora un gruppo francese, ancora un piccolo capolavoro da annotare di black metal arcano, misterico, oracolare nelle suggestioni, primitivo nell’impostazione. L’idea compositiva tutta caotica dei Negura Bunget sembra qui far proseliti nell’iniziale “Fara I Vikingu”. Le chitarre riscrivono le pagine di un antico manoscritto tornato alla luce, inedite storie di armi rieccheggiano in profondità, una voce che scalfisce l’aria evoca gesta meritevoli di memoria. Rivive un mondo perduto, un mondo senza-tempo dove l’uomo si batte con la spiritualità invasata contro le forze della Natura e del Fato a lui superiori. Con un viking-black metal d’alta scuola, ricamato a perfezione su una tradizione stilistica ormai a lungo consolidatasi, gli Ancalagon sembrano persino in certi momenti superare in intensità i loro maestri e conterranei Himinbjorg, quelli degli esordi. Magia e forza si uniscono in un ballo cosmogonico da brividi, in cui l’uomo può solo fare da testimone a tanta abbondanza di grazia. La registrazione, per fortuna, è priva di tutti quei virus che stanno infestando le ultime uscite discografiche: niente manipolazioni tecnologiche, ma puro e semplice flusso ispirato di metal irrorato dal fiume dell’epicità disincantata. Certo, gli Ancalagon non inventano niente di nuovo, ma nel cielo del viking metal ora c’è una stella in più, giovane e brillante. In tempi di oscurantismo per il black metal, specie per quello non ‘true norvegian’, questi raggi sono figli di un’alba destinata a non calare mai. L’intensità dei primi Enslaved qui viene raggiunta, la tecnica è ancora da affinare, ma si lascia apprezzare ugualmente per quella sua limpida spontaneità che trasuda in tutti i brani. La dimensione è underground, ma la classe è di quelle innate. Chi ancora segue l’equazione pericolosa che a un gruppo con nome pubblicizzato corrisponda una qualità elevata non perda tempo ad ascoltare un cd che gli suonerà grezzo, sporco e ‘incasinato’. Se invece siete stanchi di vedere il solito gruppetto costruito a tavolino dalla casa discografica come si trattasse dei Take That versione metal estremo, allora gli Ancalagon non resteranno l’ennesima band incompresa dell’underground pagan black metal. Seguire la tradizione può portare ad alti risultati: gli Ancalagon sembrano averlo capito.

TRACKLIST

  1. Tylf Arth
  2. Fara I Vikingu
  3. Sacrifice ( Dying Novrishing The Eagle )
  4. The Walkyries
  5. Revelation
  6. Betrayed Glory
  7. The Reason Why
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