ANCESTORS – In Dreams And Time

Pubblicato il 26/04/2012 da
voto
6.5
  • Band: ANCESTORS
  • Durata: 01:08:00
  • Disponibile dal: 10/04/2012
  • Etichetta:
  • Tee Pee
  • Distributore: Goodfellas

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Dopo la parentesi folky e acustica dell’EP “Invisible White”, gli Ancestors tornano con gli ampli ruggenti e con gli overdrive alzati a palla, con un nuovo full-length “alla Ancestors” appunto, che mette ancora una volta in bella mostra il particolare sound dei Nostri, fatto di doom metal moderno, psichedelia evoluta e un certo rock and roll cosmico preso direttamente dagli anni Settanta. Sotto questo aspetto, nulla da dire: la band di Los Angeles sa il fatto suo, conosce in maniera impeccabile la storia del rock, soprattutto quando questo negli anni Settanta si fece più cervellotico e sperimentatore, e sa benissimo quali sono le strategie da implementare per essere anche fautori di un sound moderno, innovativo e intelligente. Di tutto ciò agli Ancestors va dato credito, poichè sono una delle poche band del cosiddetto “post-metal” che sta andando per la propria strada senza impantanarsi nei soliti clichè del genere e senza andare a rubacchiare dal sound dei soliti mostri sacri, come la stra-grande maggiornaza delle band fa. Dunque, i “problemi” del sound e della proposta dei Nostri – che ci sono – sono intrinsechi a se stessi e, in uno strano paradosso, causa dei propri mali. Gli Ancestors sono musicisti incredibili, ma spesso, troppo spesso, si ha la sensazione che i Nostri non abbiano deciso “da quale parte stare” e quale strada seguire una volta per tutte. Ogni volta che sembrano aver imboccato una direzione interessante, danno l’idea di abbandonarla prematuramente per cimentarsi in altro, anche all’interno di una sola canzone. A volte ingranano le rudi ed eclettiche marce dei Mastodon, come nella corpulenta “Corryvreckan”, con dei riffoni magnifici e senza l’ombra di alcuna sbavatura, ma poi frenano e si distraggono, mettendosi a smanettare “senza motivo” con l’Hammond e il Fender Rhodes, divagando in un improbabile jam seventies liquefattissima e dimenticandosi completamente  l’ottima partenza. Altre volte riescono ad ereggere sontuose architetture di  materia oscura post-pischedelica simile a quella dei Neurosis, campo in cui si vede che eccellono,  ma poco dopo i riff si avvitano su stessi, si sgonfiano ed evaporano nel nulla, sempre e irrimediabilmente compromesi da una spinta musicale verso lidi seventies che è davvero sempre troppo invadente e che prende il sopravvento su qualunque ottima iniziativa i Nostri decidano di intraprendere. Ne è un esempio perfetto la opener “Whispers”, che apre come se fosse una b-side da “Times Of Grace”, ma finisce per diventare dopo pochi minuti una “jammona” stoner rock alla Clutch, ben suonata e tutto – per carità – ma le premesse avevano fatto sperare in ben altro. Stessa cosa si può dire della penultima “Running In Circles”, che strattonata costantemente tra i riff easy e solari dei The Sword e il catrame musicale fumoso e comatoso degli Sleep, stenta, senza rimedio alcuno, a trovare una casa. Degli episodi da incorniciare sono invece “The Last Return”, una vera odissea kraut rock trascinata da delle bellissime voci feminili, che ci mostra gli Ancestors qui davvero iniziare e portare a compimento un discorso lineare e coerente, e la colossale jam “On The Wind”, dominata dall’organo Hammond, ma in maniera pertinente e appropriata al mood della canzone, come la tradizione seventies d’altronde richiede. A conti fatti, ci troviamo ancora una volta di fronte ad una band dai mezzi e dalla creatività notevolissimi, che sta ancora però evidentemente cercando di capire che uso farne e, soprattutto, che sta cercando spasmodicamente di capire  a quale decennio appartiene. Siamo comunque fiduciosi che gli Ancestors troveranno presto il loro equilibrio; “In Dreams And Time” rimane comunque il frutto di una band onestissima e valida sotto il punto di vista tecnico-compositivo.

TRACKLIST

  1. Whispers
  2. The Last Return
  3. Corryvreckan
  4. On the Wind
  5. Running in Circles
  6. First Light
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