7.5
- Band: ANCHOR
- Durata: 00:30:00
- Disponibile dal: /05/2011
- Etichetta:
- Let It Burn
Costituisce una salutare boccata d’aria all’interno di una scena hardcore ultimamente non troppo esaltante, l’ascolto di questo secondo full-length degli Anchor, formazione con membri provenienti da varie parti della Scandinavia attiva dal 2007. Palese è il miglioramento rispetto al già valido primo album “The Quiet Dance”: le canzoni sono relativamente un po’ più lunghe ed articolate e mostrano una vena melodica decisamente più sviluppata, che comunque riesce a ben abbinarsi a un riffing ruvido e ficcante, che a volte si concede anche qualche parentesi più metallica in odore di Trial o primi Terror. Inoltre, le linee vocali – spesse volte declamanti versi politicamente impegnati – sprigionano genuino entusiasmo, essendo basate su metriche semplici ma non lasciate al caso, che di frequente danno vita a crescendo di intensità emotiva egregiamente studiati. L’attitudine, insomma, è quella giusta, per un gruppo che appare in un notevole stato di forma creativa nonchè estremamente attento a ogni dettaglio (sentite la produzione). Certo, il sound è essenzialmente accostabile a quanto di recente prodotto da numerose realtà dell’aerea di Boston e, di conseguenza, a livello stilistico non aggiunge molto a quanto fatto nel corso degli ultimi anni dagli apprezzatissimi Verse, Carpathian o The Carrier, ma, considerata appunto l’efficacia del materiale, la sua varietà (elemento piuttosto raro in questo campo) e il sincero ardore con cui ogni singolo episodio viene interpretato, possiamo tranquillamente non preoccuparcene e guardare solo al pregevole livello raggiunto da questo nuovo acquisto della Let It Burn.
