6.0
- Band: ANCIENT ASCENDANT
- Durata: 00:45:00
- Disponibile dal: 21/04/2017
- Etichetta:
- Candlelight
- Distributore: Audioglobe
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Suonare in maniera tradizionale non significa necessariamente seguire la moda del momento. Ce lo ricordano gli Ancient Ascendant, che con “Raise the Torch” – terzo full-length di una carriera cominciata nel 2005 e giunta fino a noi senza particolari sussulti – licenziano un disco che è sì legato a doppio filo agli insegnamenti black/death dei Nineties, ma che al tempo stesso non rispecchia gli ideali di ruvidità e barbarie promossi dal recente ‘trend’ underground, battendo territori ben più orecchiabili e melodici. Invece di omaggiare un “Like an Everflowing Stream” o un “Under the Sign of the Black Mark”, il quartetto inglese decide di volgere lo sguardo alla Svezia di Edge of Sanity e Naglfar, formazioni altrettanto seminali che purtroppo non riscuotono molto successo tra le nuove generazioni, provando a miscelarne le influenze catchy con il proprio sound battagliero à la Bolt Thrower. Il risultato? Apprezzabile nell’intento, un po’ meno nella sostanza. Intendiamoci, i Nostri non sono degli sprovveduti, e la loro preparazione tecnico-compositiva non tarda a manifestarsi nel corso della tracklist, il problema è che azzeccano due linee melodiche su tre, rendendo l’ascolto piuttosto eterogeneo e frammentario a livello qualitativo. Le iniezioni di puro heavy metal – le stesse riscontrabili in un capolavoro come “Vittra” – non possiedono sempre la grinta che ci si aspetterebbe, e anche le parentesi aggressive, complice la durata media degli episodi, finiscono per incappare in qualche ripetizione di troppo, appiattendo il valore complessivo dell’opera pur mantenendolo entro le soglie della sufficienza. Un po’ pochino di questi tempi per imporsi con fermezza agli occhi del pubblico.
