ANCIENT DEATH – Sacred Vessel

Pubblicato il 01/09/2022 da
voto
7.0
  • Band: ANCIENT DEATH
  • Durata: 00:25:59
  • Disponibile dal: 26/08/2022
  • Etichetta:
  • Necroharmonic Productions

Debutto più che interessante per gli Ancient Death, ennesima giovane realtà di un panorama death metal underground sempre più vasto e saturo di nuove leve. L’opera con cui il gruppo statunitense si fa ufficialmente conoscere al mondo è un EP di quasi mezz’ora intitolato “Sacred Vessel”, nome quanto mai azzeccato per un lavoro che sembra nascere con l’intenzione di condurre l’ascoltatore in un viaggio tra i territori di un death metal atmosferico, spesso sospeso in un vortice lisergico, con aperture strumentali che spesso paiono puntare a costruire impalcature post-psichedeliche. Ultimamente si parla piuttosto spesso di ‘cosmic death metal’ e i giovani Ancient Death sembrano voler aderire a questa sorta di nuovo filone, il quale negli ultimi anni è stato – più o meno involontariamente – popolarizzato dai connazionali Blood Incantation. Come gli autori di “Starspawn”, i ragazzi del Massachusetts partono da basi techno-death metal, abbracciano il lato oscuro dei Pink Floyd e finiscono anche per rispolverare qua e là sentori death-doom, il tutto senza esagerare con i tecnicismi. Di “Sacred Vessel”, infatti, resta per lo più impresso lo sviluppo armonioso e l’incedere mai troppo frenetico: rispetto ai già affermatissimi colleghi, il quartetto è meno travolgente, cambia ritmo e registro molto più gradualmente e cerca di trasmettere una sorta di epica malinconia in brani mediamente piuttosto lunghi.
La tracklist si rivela perciò molto densa e al contempo percorsa abilmente da un filo melodico che lega tutto sintonizzandosi sulle esigenze di ogni canzone, tra una malcelata fascinazione per certi mood celestiali e qualche più deciso rimando alla vecchia scuola di The Chasm, Timeghoul e Nocturnus. Anche nei suoi passaggi più pesanti, l’EP tuttavia trova sempre modo di confermare questo mood riflessivo da cui gli autori sembrano trarre linfa per somministrare armonie che danzano sulla linea di un’inquietudine costante.
Grazie a questo equilibrio nelle composizioni e ad una resa sonora certamente azzeccata, i venticinque minuti di “Sacred Vessel” si fanno ascoltare e catturano senza fatica l’attenzione, presentandoci un gruppo ispirato e tutto sommato già maturo. Dai prossimi lavori sarà lecito aspettarsi conferme perlomeno su questi livelli.

TRACKLIST

  1. Celestial Beings
  2. Labyrinths of Self Reflection
  3. Isolation
  4. Voice Spores
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