ANCIENT RITES – Laguz

Pubblicato il 17/02/2015 da
voto
7.5
  • Band: ANCIENT RITES
  • Durata: 00:46'51
  • Disponibile dal: 20/02/2015
  • Etichetta:
  • Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

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Nove anni sono un’infinità. Tanto è il tempo trascorso tra l’uscita del capolavoro “Rubicon” ed il nuovo album dei belgi Ancient Rites denominato “Laguz”. Non che in questo lasso il nome Ancient Rites sia caduto nel dimenticatoio, perchè il pericolo non sussiste, essendo la band belga una bella realtà della scena storica dei primi Anni ’90. Dispiace semplicemente non aver potuto ascoltare qualche altra grande release da parte di questo ispiratissimo gruppo durante questi anni. Partendo dal black metal, i Nostri sono riusciti ad elaborare nella carriera un complesso stile che passa in rassegna una notevole quantità di generi metal creando un compiuto trademark violento, epico e melodico. Nonostante quasi un decennio divida “Laguz” dal predecessore “Rubicon”, si può parlare quasi di due album ‘gemelli’: poco o nulla, infatti, è cambiato in fatto di stile, suoni o struttura dei brani. Anche le tematiche rimangono varie e non ancorate ad un unico concept. A tal proposito, bisogna subito avvisare chi, leggendo il titolo della release dedicato ad una runa, immagina di trovarsi davanti un album viking metal o qualcosa di simile: mancano infatti su “Laguz” le atmosfere e l’epicità nordica. Come al solito, gli Ancient Rites preferiscono non limitarsi ad un concept monotematico o ad uno stile troppo omogeneo. Ogni canzone, nelle ultime opere, possiede una propria atmosfera ed una sua storia da raccontare. Il cantato particolare del gruppo aiuta a creare la sensazione che sia un raccontastorie ad illustrare all’ascoltatore i brani suonati dalla band. Non ci sono tanti gruppi che osano creare un universo di stili e sensazioni così variegato, ma allo stesso tempo dosato e creato ad arte per ogni singolo brano. In tanti hanno provato una strada simile, salvo trovarsi impantanati in un miscuglio melmoso di mille generi accostati senza buon senso. Del resto, in pochi hanno il talento dei belgi Anciet Rites: non si sa davvero quali possano essere state le influenze musicali per instradare la band verso queste soluzioni, ma si potrebbero citare i gruppi più disparati… dai Bathory passando per Blind Guardian, Skyclad e Bal Sagoth e chissà quanti ancora. Ma poco importa, ciò che davvero conta è l’abilità del gruppo di raccontare in musica storie di popoli e città avvolte nel mito e nella storia, dipingendole con colori e sfumature diverse. Difficile dire quali siano i brani migliori di “Laguz”: si potrebbe azzardare “Carthago Delenda Est” e “Apostata (Imperator Fidelis)”, ma ognuno di voi verrà investito da sensazioni diverse che toccheranno le vostre corde più intime e le faranno vibrare. Ritmi vorticosi, chitarre e tastiere che si rincorrono di continuo e stacchi armoniosi che regalano un po’ di serenità all’animo: tutto avviene in modo fulmineo su “Laguz” ed è questa la forza degli Ancient Rites, ovvero quella di non annoiare mai. “Rubicon” aveva qualcosina di più, rappresentava per certi versi una novità, aveva un paio di brani di statura maggiore, ma questo non è di certo un capitolo molto più debole solo perchè non possiede quelle stesse armi vincenti. Questo è un gruppo straordinariamente unico, che merita di essere seguito da chi ha il coraggio di osare e di andare oltre le barriere create dai singoli sottogeneri della musica metal.

TRACKLIST

  1. Golden Path To Samarkand
  2. Carthago Delenda Est
  3. Under The Sign Of Lagoz
  4. Von Gott Entfernt (Bij Nacht En Ontij)
  5. Apostata (Imperator Fidelis)
  6. Legio V Alaudae (Fifth Larks Legion)
  7. Mind Unconquered
  8. Umbra Sumus (We Are Shadows)
  9. Frankenland
  10. Fatum (Ill Fate/Noodlot)
5 commenti
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