6.5
- Band: ANGEL BLAKE
- Durata: 00:44:42
- Disponibile dal: 13/03/2006
- Etichetta:
- Metal Blade Records
- Distributore: Audioglobe
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Poco per volta, tutti i reduci dell’esperienza The Crown stannotornando sul mercato discografico. Dopo Johan Lindstrand e i suoideludenti One Man Army And The Undead Quartet, ecco arrivare questiAngel Blake, creatura del chitarrista Marko Tervonen. Ciò che cipropone la band si discosta non di poco da quanto fatto da Marko inpassato: infatti l’album si basa su un gothic dark metal melodico sullascia di Sentenced, Metallica del Black Album e soprattutto Danzig(“Angel Blake” tra l’altro è proprio il titolo di una traccia incisadal muscoloso Glenn). Il chitarrista, che qui suona tutti gli strumenticon discreta abilità, si avvale della collaborazione del singer TonyJelencovich (già con B-thong, Transport League e, da pochissimo, vocedei modern metaller Mnemic), vero e proprio punto di forza del lavoro.Tony, infatti, con la sua tonalità particolare e distante dai canonidel goth, marchia a fuoco un album nel quale la melodia la fa dapadrona. Ascoltate ad esempio “Retaliate”: linee melodiche moltomarcate, chorus estremamente catchy in un discreto cocktail di metal edark. Non tutte le tracce sono però all’altezza dell’opener: a volte,purtroppo, Tervonen, a livello di scrittura, risulta troppo banale eprevedibile (“Lycanthrope” è un incrocio tra i Megadeth e gli H.I.M.);altre volte il songwriting rende i brani pesanti da digerire (“…’TilThe End” e “Thousand Storms”). Persino la scelta di coverizzare “PaintIt Black” dei Rolling Stones risulta dozzinale. La produzione è davverobuona e mette giustamente in evidenza la voce di Jelencovich (che conla sua performance fa guadagnare un punto abbondante nella votazionefinale). Angel Blake: creatura interessante ma ancora da sgrezzare.Nota a margine: pare che il buon Tervonen abbia deciso di far diventareil progetto una band a tutti gli effetti (non si sa se solo per i liveo per una più proficua collaborazione in studio) con gli inserimenti diChristian Älvestam alla chitarra (Scar Simmetry, Torchbearer, Incapacity e molti altri), Örjan Wressel al contrabbasso e il grandissimo Janne Saarenpää dei The Crown dietro le pelli. Speriamo bene.
