ANGEL DUST – Into The Dark Past

Pubblicato il 24/04/2019 da
voto
9.0
  • Band: ANGEL DUST
  • Durata: 00:39:10
  • Disponibile dal: 1986
  • Etichetta: Disaster
  • Distributore:

Non sono poi molte le band che possono affermare, in totale tranquillità, di essere passate da un determinato modo di suonare metal ad un altro senza aver mai commesso anche un solo effettivo passo falso, arrivando a poter vantare nel proprio repertorio un numero di dischi abbastanza limitato ma del tutto esente da mediocrità o risultati sottotono. I teutonici Angel Dust rispecchiano perfettamente quanto appena esplicato, dal momento che ognuno dei loro sei lavori in studio rappresenta, ancor oggi, un prodotto in grado potenzialmente di oscillare, a seconda di quello che decidete di scegliere, tra l’ottimo ed il superbo; tutto questo indipendentemente dal fatto che si tratti del micidiale speed/thrash metal degli inizi oppure del power metal melodico e tecnico della seconda parte della loro carriera, al momento del ritorno sulle scene verso la fine degli anni ’90.
In questa sede, tuttavia, è proprio sui primi anni della band che vogliamo concentrarci, andando ad analizzare quel concentrato di collera, magia e acciaio rappresentato dallo sfavillante esordio “Into The Dark Past”, il quale riesce ancora, ai giorni nostri, ad incarnare ottimamente il concetto secondo cui il clangore metallico, derivato dall’incontro di tutti gli elementi necessari, può arrivare a dare vita a delle vere e proprie pietre miliari, destinate a rimanere scolpite nella storia del genere per sempre, nonostante la natura decisamente elitaria della proposta in questione.
La titletrack non è altro che il suggestivo e fomentante intro della breve ma devastante tracklist contenuta nel disco: quest’ultima si compone di soli sette pezzi, tutto sommato abbastanza lunghi considerando il genere di partenza, che in ogni caso perdono ben poca occasione per arricchire il thrash metal tritaossa con una forte dose di epicità, ottenuta grazie anche all’ausilio di testi abbastanza fantasiosi e allegorici, che donano a questa sorta di ‘smitragliata’ un’essenza unica e personale, davvero colta e raffinata a suo modo. Si tratta, in sostanza, di un album speed/thrash relativamente atipico, soprattutto dal punto di vista dell’atmosfera, il che rappresenta già una sorta di segno premonitore della deriva power metal che la band intraprenderà nel corso del decennio successivo. Nonostante ciò, non bisogna commettere l’errore di considerare quest’album come una perla riservata agli amanti di determinati amennicoli ‘luminescenti’, trattandosi comunque di quasi quaranta minuti in cui risulta impossibile interrompere l’inevitabile carneficina, a base di tempeste di sangue, colli rotti ed headbanging sfrenato; il tutto reso possibile da una line-up di musicisti già di tutto rispetto, con un occhio di riguardo per l’accoppiata di axemen, ora non più attivi nella formazione, composta da Andreas Lohrum e, soprattutto, Romme Keymer, che occupa anche il ruolo di vocalist e, di conseguenza, frontman degli Angel Dust datati 1986. Il guitarwork è infatti qualcosa di demolitivo, seppur grezzo, sia nelle massacranti ritmiche che negli assoli, al pari della serratissima sessione ritmica, assolutamente in linea con l’eccellenza speed/thrash di quel periodo, con numerosi elementi presi anche dalle proposte americane, nonostante la nazionalità prettamente teutonica della band. Forse gli sfoggi vocali più acuti sarebbero potuti essere più curati, ma dovremmo essere dei puntigliosi per farne una ragione di critica.
C’è poco altro da dire in fin dei conti, dal momento che, volendo, potremmo analizzare ogni traccia del pacchetto, ma ciò risulterebbe abbastanza inutile ed eccessivo in questo caso. Ci limitiamo a ribadire quanto questo “Into The Dark Past” rappresenti una vera e propria perla del thrash metal più visionario e di classe, ma nel contempo sanguinario e brutale, con tutti gli elementi al posto giusto per sorreggere un prodotto che non può assolutamente mancare nella collezione di ogni metallaro che si rispetti, esattamente come l’altrettanto valido seguito “To Dust You Will Decay”, di appena due anni dopo. Anzi, sapete che c’è? Fate vostra una copia di ogni singolo lavoro degli Angel Dust, poiché non importa che preferiate la violenza tipica del thrash o la pienezza melodica del power: nella loro discografia ci saranno sicuramente almeno un paio di album che fanno per voi, e se apprezzate entrambi i filoni, come chi vi sta scrivendo, allora non potrete far altro che godere il doppio!

TRACKLIST

  1. Into The Dark Past
  2. I'll Come Back
  3. Legions Of Destruction
  4. Gambler
  5. Fighter's Return
  6. Atomic Roar
  7. Victims Of Madness
  8. Marching For Revenge
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