7.0
- Band: ANGEL SWORD
- Durata: 00:32:25
- Disponibile dal: 14/06/2024
- Etichetta:
- Dying Victims Productions
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Copertina uscita dal più scontato dei romanzi di fantascienza, voce rozza e chitarroni ronzanti in primo piano alla Iron Maiden/Judas Priest: il solito cocktail perfetto con il quale, ancora una volta, la Dying Victims ci propone un disco. Questa volta parliamo dei finnici Sword Fighter – un nome, un programma – e del loro “World Fighter”, terzo lavoro da parte del quartetto con una scintillante carriera lanciata dal 2016, successivo a “Neon City”, uscito nel 2019.
Già dai titoli e dall’introduzione avrete sicuramente capito dove stiamo andando a parare: “World Fighter” ha tutto ciò che serve per far felice chi ha ormai un giubbotto fatto di sole toppe, senza neanche il tessuto in jeans sotto. Cori, riverberi, cliché a non finire, come si sente subito dalla devastante opener “Vigilantes”, dove grande spazio viene sin da subito dato agli assoli in aria di speed metal di Lightning Mike.
La rozzissima voce di Jerry Razors non è sicuramente per tutti, ma l’heavy metal è anche questo, con un piglio da agitatore di folle che si concretizza nella sacrale “Church Of Rock” o nella maidenianissima “Against All Odds”. C’è anche qualcosa dei vecchi Accept qua e là, come nella spintissima “Weekend Warrior” o nella finale “World Fighter”, tutte caratterizzate dalla cassa lanciata a mille dal nuovo acquisto dietro le pelli Alexander Depraved.
Tanti passi avanti sono stati fatti rispetto al disco precedente: una maggiore cura degli arrangiamenti dei pezzi che risultano sempre freschi, divertenti e epici, pur mantenendo sempre quella patina lo-fi che fa felici tutti i fan della NWOTHM, con una predispozione più immediata alla melodia, specialmente tramite gli arpeggi di chitarra ritmica che arricchiscono moltissimi dei pezzi suonati. Insomma: mezz’oretta di musica fatta apposta per farci fare figuracce sui mezzi pubblici, battendo piedi e testa al tempo di tutte le storie epiche raccontate dal quartetto; ci sarebbe giusto piaciuto sentire gli Angel Sword alla prova di un pezzo un po’ più lungo ed elaborato, ma sinceramente va benissimo anche così.
Non aspettatevi quindi un heavy pulito e rifinito di tutte le possibili sbavature, ma un disco che fa della rozzezza il suo cavallo di battaglia: “World Fighter” non è certo un album per tutte le orecchie, ma per molti sarà sicuramente una piacevolissima scoperta.
