ANGELCORPSE – Exterminate

Pubblicato il 01/06/1998 da
voto
9.0
  • Band: ANGELCORPSE
  • Durata: 00:39:50
  • Disponibile dal: 1998
  • Etichetta: Osmose Productions
  • Distributore: Audioglobe
Streaming non ancora disponibile

1998. Mentre i fenomeni melodic death, power e symphonic black si godono il loro momento di massimo splendore e risonanza, qualcosa di decisamente meno conciliante si agita nelle fucine dell’underground a stelle e strisce. Una bestia che, incurante dello stato in cui versa il metallo della morte duro e puro, non sembra intenzionata a soccombere, a mollare la presa, tributando un sacrificio di acciaio, sangue e zolfo a quelle realtà che fino a poco tempo prima dominavano il panorama estremo.
Già resosi protagonisti di un solido esordio in cui la lezione di primi Morbid Angel e Deicide veniva imbastardita con il thrash metal assassino di Sodom e Slayer (“Hammer of Gods” del ’96), il quartetto formato da Pete Helmkamp, Bill Taylor, Gene Palubicki e dall’allora sconosciuto John Longstreth (poi visto in formazioni raffinatissime come Origin, Gorguts e Dim Mak) si riaffaccia sul mercato per mettere a frutto l’esperienza acquisita in tour e in sala prove, dando alle stampe quella che risulterà essere la sua opera più compatta e influente per un certo tipo di propaggini musicali (il famigerato war metal su tutti). Un atto di forza come pochi altri, un maglio che si abbatte implacabile per spazzare via qualsivoglia forma di resistenza, il cui titolo e la cui copertina non sono altro che la perfetta rappresentazione del suo contenuto.
A livello prettamente stilistico, “Exterminate” non aggiunge poi molto a quanto sentito un paio d’anni prima, se non forse un filo di reminiscenze black metal in più, ma per quanto concerne l’efficacia del songwriting, la capacità dei singoli passaggi di offendere in maniera tangibile e arrecare danni spaventosi, gioca praticamente un campionato a parte. Anche oggi, premendo il tasto ‘play’ del lettore e venendo investiti da quella manata che è “Christhammer”, si resta basiti dinanzi alla potenza e alla barbarie espresse dai Nostri, quasi che la tracklist di questo loro secondo full-length fosse la colonna sonora dell’Armageddon. Cruciale nello sviluppo della proposta, oltre alle ritmiche tesissime di Longstreth, è senza dubbio il riffing della coppia Taylor/Palubicki: chirurgico e al contempo ignorante, parossistico ma non privo di digressioni groovy che invitano all’headbanging più sfrenato, frutto di una palese operazione di somma e sottrazione avente come addendi “Altars of Madness”, “Hell Awaits” e “Persecution Mania”.
Death metal blasfemo che respira a pieni polmoni i venti tempestosi dell’Inferno, tirato a lucido da una produzione curata nei leggendari Morrisound Studios e scandito dall’inconfondibile screaming di Helmkamp, qui all’apice della cattiveria e dell’invasamento. Un concentrato di attitudine ‘no compromise’, ferocia e scrittura lucidissima che rapisce per la sua onestà e la sua ispirazione, da riscoprire qualora ci si chiedesse l’origine del recente catalogo Nuclear War Now! e Iron Bonehead.

TRACKLIST

  1. Christhammer
  2. Wartorn
  3. Into the Storm of Steel
  4. Phallelujah
  5. Reap the Whirlwind
  6. That Which Lies Upon
  7. Embrace
  8. Sons of Vengeance
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