ANGRA – Freedom Call

Pubblicato il 17/12/1996 da
voto
7.5
  • Band: ANGRA
  • Durata: 00:29:39
  • Disponibile dal: 13/12/1996
  • Etichetta: Lucretia Records
  • Distributore: Self

Un noto detto recita: “Bisogna battere il ferro finchè è caldo”. Ecco quindi che, dopo l’immediato successo ottenuto con “Angels Cry” e ancora freschi del lancio di “Holy Land”, i brasiliani Angra decidono di pubblicare anche un EP, intitolato “Freedom Call”.
Il disco è composto da sei tracce, di provenienza alquanto eterogenea. Solo una, infatti, ovvero la titletrack, è realmente inedita. Altre due canzoni, erano inedite in via ufficiale, dato che in realtà erano contenute in un primo demo tape del gruppo, che si intitolava “Reaching Horizons, realizzato nel 1993, poco prima dell’uscita dell’album di debutto: in particolare, si tratta della stessa “Reaching Horizons” e di una versione remixata di “Queen Of The Night”. “Stand Away” era già stata inclusa in “Angels Cry”, ma qui viene riproposta in una versione orchestrale, così come viene presentata in una versione differente “Deep Blue”, già presente in “Holy Land”. La tracklist è completata da una cover della celebre “Painkiller” dei Judas Priest, che dopo una serie di brani più melodici o sinfonici ci mostra gli Angra nella loro versione più heavy.
Bisogna dire che il dischetto in sè è davvero bello, magistralmente prodotto da Sascha Paeth e Charlie Bauerfiend e sicuramente in grado di conquistare anche chi non avesse ancora avuto modo di conoscere la band con i primi due album. Di fatto, poi, offre, oltre a due versioni differenti di canzoni pubblicate nei dischi ufficiali, di fatto tre canzoni nuove (dato che due di queste, come precisato, erano presenti solo in una cassetta demo difficilmente reperibile) più una bellissima cover. Matos e compagni si cimentano dunque in una serie di brani maestosi e in grado di emozionare, tra squisiti arrangiamenti e azzeccate contaminazioni, come ad esempio si può ascoltare in “Reaching Horizons”, un brano che parte come una canzone acustica tipicamente brasiliana per poi esplodere in un refrain di grande impatto.
A conti fatti, non possiamo dire magari che “Freedom Call” sia di fatto disco fondamentale, ma neppure inutile, anzi lo riteniamo quasi imprescindibile per chi ami e apprezzi la band brasiliana, specialmente per quanto concerne questa line-up, che poi è quella che ha di fatto maggiormente lasciato un’impronta nella storia del metal.
Segnaliamo infine che, qualche anno dopo l’uscita del disco, nel 1999, la Century Media lanciò una versione differente dell’ep, includendo anche tre brani del “Live Acoustic At FNAC”, registrato in Francia nel 1995, ovvero “Angels Cry”, “Chega De Saudade” (cover di Tom Jobim) e “Never Understand”.

TRACKLIST

  1. Freedom Call
  2. Queen Of The Night (remixed version)
  3. Reaching Horizons
  4. Stand Away (orchestral version)
  5. Painkiller (Judas Priest cover, remixed version)
  6. Deep Blue (edit version)
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