7.5
- Band: ANGUSTA TAURINORUM
- Durata: 00:24:54
- Disponibile dal: 01/12/2008
- Etichetta:
- Final Resistance
Forse non tutti sanno che il nome originario della città di Torino, nata come colonia romana durante le guerre galliche, era Augusta Taurinorum. Ci sia perdonata l’introduzione in stile “Settimana Enigmistica”, ma la spiegazione era necessaria per presentare gli Angusta Taurinorum, hardcore band torinese, nata dalle ceneri dei Torquemada e dei Rondò della Forca, il cui monicker sarebbe rimasto altrimenti ignoto ai più. Forti di un lirismo inusuale in una scena che da sempre fa dell’ignoranza – in senso buono, s’intende – la propria bandiera, i tre torinesi mostrano di saperci fare con le parole, vendicando a colpi di calembour intere generazioni di studenti vessati sui banchi di scuola (dal “Cogito Ergo Sum” di Cartesio al “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi non si salva nessuno) e vergando testi degni di un trattato di ermeneutica. Ma non abbiate a temere: i testi li scriveranno anche con le lacrime e i titoli con le bolle di sapone, ma la musica, quella sì, nasce dal puro e semplice sudore, un sudore che profuma di hardcore e di metallo, rifuggendo tuttavia le accezioni modaiole a cui i due termini sono ormai inevitabilmente associati. Ed ecco quindi che, dopo la sinfonica “Ouverture”, ad aprire le proverbiali danze (leggasi: pogo selvaggio e massacro di massa) ci pensa la velocissima “Vomito Ergo Sum”, una fucilata hardcore con pallettoni di marca Darkest Hour. Ancora meglio la successiva “Sorella Tristezza” – in pratica i Comeback Kid di “Wake The Dead” uniti ai Dark Tranquillity di “The Gallery”: in una parola, esaltante – ma il resto del disco non è da meno: ad aspettarvi troverete infatti ventiquattro minuti di lucida follia pronti ad esplodere nelle vostre orecchie, lasciandovi in bocca un gradevole sapore dolce amaro. E quando, dopo la chiusura in crescendo affidata al “Cantico delle Brutture”, parte la delirante ghost-track in versione hip-hop, allora lì capisci che non c’è niente da fare: anche stavolta hanno vinto loro, tre ragazzi, una cantina e tanta voglia di divertirsi. E noi con loro.
