voto
5.0
5.0
- Band: ANIMA
- Durata: 00:40:00
- Disponibile dal: 01/03/2010
- Etichetta:
- Metal Blade Records
- Distributore: Audioglobe
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Se con il loro debutto i tedeschi Anima si erano “salvati in corner”, confezionando un album certo non esaltante, ma breve e diretto, il nuovo “Enter The Killzone” mette in mostra tutti i limiti di una formazione molto giovane, che evidentemente non ha avuto modo e tempo di maturare. Messi sotto contratto dalla Metal Blade in men che non si dica, con la speranza che diventassero presto un gruppo fortunato tanto quanto i connazionali Neaera, i cinque ragazzi di Nordhausen hanno sfornato un paio di dischi a raffica, provando e far breccia nei cuori dei loro coetanei amanti di metal-core e cosiddetto death-core. Ma ora i nodi vengono al pettine… gli Anima sono una band acerba, composta da ragazzi che sanno senz’altro come maneggiare i loro strumenti, ma che sembrano non aver mai provato granchè in sala prove nè ascoltato molti dischi. Una volta formazioni come questa rimanevano in cantina a farsi le ossa per un po’, a maggior ragione se l’ispirazione e il talento non erano “da leader”; oggi invece qulasiasi band di ragazzini con un po’ di seguito su MySpace viene gettata allo sbaraglio, con il risultato che il mercato viene sommerso di pubblicazioni immature e che hanno poco o nulla da dire. Gli Anima cercano di replicare la musica dei loro gruppi preferiti, ovvero The Black Dahlia Murder, Heaven Shall Burn e All Shall Perish: non lo fanno in maniera del tutto indecente, ma “Enter The Killzone” rimane comunque un album inutile sotto ogni punto di vista, che stanca dopo mezzo ascolto sia per la sua palese impersonalità, sia per il suo essere così poco frizzante anche quando chiamato a rivisitare soluzioni normalmente di facile presa (poca ispirazione, appunto). Salviamo solo l’artwork, che effettivamente è piuttosto atipico…
