ANNISOKAY – Abyss – The Final Chapter

Pubblicato il 21/11/2025 da
voto
7.0
  • Band: ANNISOKAY
  • Durata: 00:54:50
  • Disponibile dal: 21/11/2025
  • Etichetta:
  • Arising Empire

Spotify:

Apple Music non ancora disponibile

Partiti un po’ in sordina negli anni Dieci, nel giro di qualche tempo gli Annisokay hanno saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano all’interno della scena metalcore teutonica, diventando uno dei nomi pià caldi per le nuove generazioni, almeno in base alle statistiche online (dove sono secondi solo agli inarrivabili Electric Callboy).
In questa scalata al successo ha contribuito anche un po’ di furbizia nell’uso dell’online – come ad esempio il fatto di far uscire due EP digitali nel giro di tre anni, così da tenere più ingaggiato l’algoritmo delle piattaforme di streaming -, ma al netto delle logiche di marketing bisogna riconoscere loro la capacità di fondere al meglio il classico sound metalcore melodico con qualche passaggio più emo ed un pizzico di elettronica, senza tuttavia voler fare il verso ai gruppi più trendy su TikTok o alle band d’oltreoceano ormai prodotte con lo stampino.

Rispetto al precedente “Aurora” questo “Abyss – The Final Chapter”, raccolta dei due precedenti EP con l’aggiunta di tre canzoni nuove di zecca, si pone come un lavoro più variegato, perdendo tuttavia un po’ di compattezza visto anche l’assemblaggio in momenti diversi.
Tra le prime sei tracce, precedentemente pubblicate in “Abyss Pt. 1”, abbiamo modo di apprezzare in canzoni come “Human” o “Ultraviolet” l’amalgama ormai rodata tra la timbrica pulita del chitarrista Chrristoph Wieczorek e lo scream di Rudi Scharwzer, così come il dosaggio tra breakdown metalcore, riff bouncy di scuola nu metal ed un po’ di effetti elettronici risulta ben calibrato. Se “Throne Of The Sunset” è abbastanza trascurabile, “Calamity” e “Time” viceversa mettono in mostra il lato più mainstream del quartetto tedesco, oseremmo dire quasi in versione cosplayer dei Bad Omens, con risultati altalenanti (bene la prima, un po’ meno la seconda, in cui peraltro lo scream è quasi completamente assente).
La parte centrale, contenente i tre brani inediti, regala un paio di pezzi forti da aggiungere alla scaletta dei live come “Splinters” e “My Effigy”, la più hardcore del lotto e in cui emerge un po’ di quella cattiveria finora più addomesticata. Nel sestetto finale, corrispondente ad “Abyss Pt.2”, spiccano infine l’anthemica “Never Enough”, i synth quasi EDM di “Oblivion” e la cattiveria di “H.A.T.E.” (con gli Any Given Day), mentre il resto si attesta su un ‘more of the same’ gradevole (“Get Your Shit Together”, “Inner Sanctum”), al netto di qualche frangente sdolcinato al limite della moscezza (“Into The Grey”).

Una maggiore selezione dei brani in un album ‘normale’ avrebbe probabilmente aumentato la qualità complessiva, ma pur nella sua diluizione “Abyss – Final Chapter” conferma il livello di maturità raggiunto dagli Annisokay, ormai pronti ad affermarsi a livello internazionale dopo aver conquistato il mercato domestico.

TRACKLIST

  1. Into The Abyss
  2. Human
  3. Ultraviolet
  4. Throne of the Sunset
  5. Calamity
  6. Time
  7. Silent Anchor08. Splinters
  8. My Effigy
  9. Get Your Shit Together
  10. Never Enough
  11. Oblivion
  12. Into The Gray
  13. H.A.T.E. ft. Any Given Day
  14. Inner Sanctum
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