ANOTHER DESTINY PROJECT – Metodo Paranoico-Critico

Pubblicato il 05/01/2014 da
voto
6.5

Di tutti i progetti che hanno saputo unire in maniera eccentrica ed originale il thrash/heavy con l’industrial, gli Strapping Young Lad dello schizzoide canadese Devin Townsend sono sicuramente tra i più indimenticabili, forse i più amati. Centrifughe senza sosta di riff impazziti, chitarroni enormi sparati alla velocità della luce, voci borderline ad enfatizzare liriche spesso senza senso o dai temi ironicamente cibernetici. Un po’ sulla stessa lunghezza d’onda si inseriscono i triestini Another Destiny Project, le cui fila sono interamente tirate dal polistrumentista e unico compositore Peter Pahor,  che con il presente “Metodo Paranoico-Critico” giungono al traguardo del terzo album indipendente nel giro di poco meno di due anni. Da un disco del genere è lecito aspettarsi di tutto, ma, in fin dei conti, quello che succede è tanto irregolare quanto abbastanza prevedibile: dall’inizio alla fine, pur mostrando un songwriting divertente nel saper mescolare le carte in gioco tra attacchi all’arma bianca, campionature futuristiche e intermezzi da colonna sonora con tanto di svariati ospiti, il lavoro regala veramente pochi sussulti e ancor meno infusioni di calore umano, finendo per pressurizzarsi all’interno di un involucro musicale freddo e artefatto, luogo abbastanza inospitale per chi è alla ricerca di un feeling diretto con la proposta. Si passa da tracce colme di ritmiche prorompenti ad altre più dilatate e teatrali, basate quasi esclusivamente sulle buone prove vocali dei già citati ospiti presenti in quantità massiccia nel corso della tracklist, creando una sorta di circolo vizioso entro il quale questo tipo di alternanze si susseguono senza soluzione di continuità. C’è spazio per scorribande power, per sceniche trasposizioni goth e anche per orchestrazioni di massa: sulla carta un bel mischione, ma che tuttavia, seppur impegnandosi non poco, fallisce nel difficile intento di umanizzare una proposta a tratti senza logica e carattere, priva di quell’assurdo filo conduttore che, ad esempio, troviamo nell’ancora più indecifrabile “Ziltoid The Omniscent”. L’opera funziona se si analizza singolarmente ogni pezzo, ma non si può dire lo stesso se la si affronta nel suo insieme. “So Close To Haven” è sicuramente un bel brano cinematografico, carico di pathos e talento, ma praticamente slegato da un episodio altrettanto riuscito come “CKBO3b 3AKPbIE BEKN”, che, al contrario, è crudele, oscuro e muscoloso. Ma tant’è, questa è l’idea alla base del progetto; un’idea sicuramente particolare e che non può fare a meno di dividere. Agli Another Destiny Project va tuttavia riconosciuto di essere una formazione viva, che non ha paura di mettersi in gioco con i propri pensieri e peculiarità.

TRACKLIST

  1. Isomnia II
  2. The Virus Of Illusion
  3. Frozen In Time
  4. Metodo Paranoico-Critico
  5. CKBO3b 3AKPbIE BEKN
  6. Fate's Flight
  7. So Close To Heaven
  8. Apollo 13
  9. New 7
  10. Others
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