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- Band: ANTAEUS
- Durata:
- Disponibile dal: //2002
- Etichetta:
- Osmose Productions
- Distributore: Audioglobe
Uscire dal circuito underground a volte può creare alcuni scompensi. Si affacciano alla ribata i francesi Antaeus, considerati una cult band nel circuito black metal. Autori di svariati demo e 7″ in passato dotati tutti di una violenza inaudita, aderenti ad un black metal intransigente verso il rispetto del modello ‘true’ del genere, gli Antaeus sono finalmente giunti a questo agognato debut. Agognato in quanto la band rischiava davvero l’estinzione per i soliti incombenti problemi finanziari a volte insostenibili per le band che nel panorama underground cercano di essere molto attive. Ringraziamo dunque l’etichetta conterranea degli Antaeus, l’Osmose Productions, una casa discografica che di certo non lesina energie per sostenere gruppi davvero estremi. In questa favola, in questo rilancio di un gruppo che sembra voler ripercorrere l’estremismo dei primi Mayhem c’è un po’ di preplessità e riguarda la proposta musicale in questione. Trenta minuti scarsi di musica marcia, violenta, ma resa innocua da una produzione da ritenersi valida per le produzioni standard, ma non di certo adatta a trasmettere la malsana atmosfera assassina della band transalpina. L’opener “Intravenal Call” e la successiva titletrack sono i capitoli miglori di questo “De Principii Evangelikum” che però, col passare dei minuti, trasmette la sensazione di un lento insabbiamento di quella carica mortifera così presente in questo gruppo. Gli Antaeus hanno un valido esempio negli Anaal Nathrakkh su come abbinare gelida violenza a pazzia omicida, ma sembrano disinteressarsene senza lasciarsi andare a velocissime sfuriate degne di nota, preferendo continuare sui soliti ritmi ‘tritacarne’ della batteria, che spezzano però troppo il mood ossessivo che si vuole respirare. Resta l’amaro in bocca per aver atteso tanto tempo che un gruppo considerevole approdasse dagli abissi del black metal più estremo ad una dimensione capace di riaffermare su grande scala la validità di tale genere. Era giunto il tempo di far tacere i detrattori del black metal, ma gli Anteus mancano questa occasione producendo un album discreto, solo discreto. Da una ‘cult’ band bisogna attendersi di più.
