ANTHEA – Illusion

Pubblicato il 01/11/2020 da
voto
7.0
  • Band: ANTHEA
  • Durata: 00:42:36
  • Disponibile dal: 23/10/2020
  • Etichetta:
  • Rockshots
  • Distributore: Audioglobe

Spotify:

Apple Music:

Nel pieno della seconda ondata di questa specie di piaga d’Egitto che sta affligendo il mondo intero, la nostrana Rockshots Records ci allieta presentandoci un’interessante formazione statunitense, dedita ad una proposta che mescola sapientemente elementi power e sinfonici ad altri di stampo gotico, con in più una discreta componente progressive ad esaltarne il valore generale.
Con questo “Illusion” gli Anthea fanno capolino sul mercato discografico, ponendo come chicca introduttiva una “Reach” che inizialmente ci fa pensare ai Nightwish, ma è sufficiente attendere qualche secondo per accorgersi che siamo in presenza di qualcosa di molto vicino anche a gente come i Kamelot e, in alcuni passaggi, persino ai Wintersun. Il timbro vocale di Diego Valadez, già tastierista dei tamarrissimi Cellador (dai quali proviene anche uno dei due ospiti previsti per i minuti seguenti), appare infatti piuttosto scuro e profondo, lasciando poco spazio ai classici sfoggi tenorili tipici del power metal al maschile, sostituiti qui da delle parti cantate rigorosamente in harsh voice dal chitarrista Juan Pina, mentre alle loro spalle i chitarroni possenti si amalgamano a delle orchestrazioni suggestive ed eleganti. La successiva “Eclipse” infiamma gli animi sfoderando una ferocia non indifferente, ben sostenuta dalla sezione ritmica demolitiva che spesso trova il proprio spazio in prodotti di questo tipo, prima di permettere alla nostra bella Chiara Tricarico di addolcirci in “Moirai”, all’interno della quale la sua ugola soave viene affiancata per l’occasione a quella del sopracitato Diego Valadez. Neanche il tempo di pensarlo, che siamo di nuovo a rotta di collo con la titletrack, in cui soluzioni violente affiancano delle strofe introspettive e un ritornello quasi tiepido nella sua foga calcolata.
Il secondo ospite è il giovane chitarrista Eric Meyers, sempre dai Cellador, che ci regala una buona performance nella più lunga “The Light Divine” per poi farsi da parte in vista del trittico conclusivo. Questo si compone di un’altra fucilata come “Discovery”, nel cui ritornello il buon Diego tocca note più alte di quanto fatto in precedenza, della più tetra “The Expedition” e di un finale apparente a metà tra una semiballad ed un midtempo anche relativamente epico e concitato, intitolata “Reflections”.
Ci sarebbe anche da citare la versione orchestrale della sopracitata “Moirai”, qui utilizzata come un vero proprio outro di un’opera teatrale, ovvero quel momento in cui gli attori si congedano salutando il pubblico presente. E in effetti si potrebbe descrivere quest’album proprio come un lavoro dalle forti connotazioni teatrali ed evocative, che senza mai strafare porta a casa il risultato con successo e classe; sostenuto da una produzione possente, dall’umiltà dei musicisti coinvolti e, conseguentemente, da un songwriting che non prende mai pieghe insostenibili, preferendo rimanere all’interno di confini che in un paio di punti avremmo gradito veder valicati, ma trattandosi di un esordio va benissimo così.

TRACKLIST

  1. Reach
  2. Eclipse
  3. Moirai
  4. Illusion
  5. The Light Divine
  6. Discovery
  7. The Expedition
  8. Reflections
  9. Moirai (Orchestral Version)
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.