ANTICHRIST – Sinful Birth

Pubblicato il 19/06/2017 da
voto
7.5
  • Band: ANTICHRIST
  • Durata: 00:45:20
  • Disponibile dal: 09/06/2017
  • Etichetta: I Hate Records
  • Distributore:

Sgranchitevi il collo e preparatevi al delirio pro-headbanging sulle inquietanti note di “Instruments Of Sadism”, apripista del nuovo full-length scaraventato sul mercato dagli svedesi Antichrist. Thrash old school che sa di grezzo, nervoso, urlato – anzi, strozzato in stile Possessed – ricordando in alcuni punti anche i primi vagiti di band più acclamate come Slayer e Destruction, giusto per far due nomi. Questo in sintesi è “Sinful Birth”, seconda prova del quintetto scandinavo dopo l’esordio targato “Forbidden World” del 2011. Quando infatti l’intro magnetica, con tanto di cancellate che sfregano tra loro, va a morire, è “Savage Mutilations” a scaricare sull’ascoltatore una cascata di riff senza tregua, conditi dal ‘pestare’ ininterrotto della sezione ritmica e dallo scream soffocato del singer Sunesson. Così, fino alla parte centrale del brano quando i ritmi si smorzano a favore di un midtempo comunque sostenuto prima di una nuova sferzata di putride sonorità sgorgate dal marciume di una cantina di periferia. Una linea di thrash ordinato e nel contempo meno forsennato, sempre di vecchio stampo, sia chiaro, è quella seguita in apertura da “The Entity”: poco più di un minuto di preparazione prima dell’ennesimo sbrodolamento di rasoiate senza un minimo di ritegno. E se “Under The Cross” balza all’orecchio come una corsa forsennata da autentico mal di testa, in cui il nostro vocalist lancia grida che rimandano allo Schmier di “Eternal Devastation”, la successiva “Black Pharaoh” si distingue come uno dei pezzi migliori dell’intero album. Dopo una partenza al fulmicotone, la cadenza, sempre alta di tensione, si avvicina a versanti più slayeriani alternandosi, nelle battute conclusive, ad un giro con maggior melodia e introspezione. Ma si tratta di un mero episodio. E’ di nuovo tempo di mazzate sui denti; è il turno della titletrack. “Sinful Birth” sembra ricalcare, seppur solo nelle prime battute, quella canzone maligna scritta dall’accoppiata Hanneman-King trentaquattro anni fa dal titolo “Black Magic”. Ma se quest’ultima, poi, proseguiva sui canoni che tutti conosciamo, il brano degli Antichrist prosegue nella sua rabbia sonora fatta di continui ripartenze alla ricerca della massima velocità di esecuzione. Attivi dal 2005, i ragazzotti svedesi attingono palesemente dal passato, riuscendo comunque, nell’intento di riproporre le formule primordiali del genere, ad inserire un minimo di personalità, utile a distinguersi dal temibile ‘già sentito’. A prova di quanto appena scritto ecco “Chernobyl 1986”: dieci minuti strumentali che dipingono perfettamente la desolazione in cui piombò la cittadina russa in seguito al più grave incidente nucleare della storia. Una sorta di marcia iniziale dai toni tristi e gravosi si appesantisce ulteriormente con il passare dei secondi creando una sorta di ansia continua, mentre una voce statica lancia da un altoparlante un segnale di allarme. Il cantilenoso incedere ha un’accelerata nella parte centrale quando il nervosismo sembra prendere il sopravvento salvo ricadere nella disperazione al termine del viaggio all’interno della cittadina ormai disabitata. Una devastazione che lascia il posto all’ennesima, ed ultima, scarica di thrash senza possibilità di ritorno. Questi sono gli Antichrist, questo è il loro “Sinful Birth”, prendere o lasciare. Per gli amanti delle prime forme estreme ma soprattutto per chi vuole dare una scossa alla routine della vita di ogni giorno. Botta in testa perenne, veloce, senza sosta.

TRACKLIST

  1. Instruments Of Sadism (intro)
  2. Savage Mutilations
  3. The Entity
  4. Under The Cross
  5. The Black Pharaoh
  6. Sinful Birth
  7. Burned Beyond Recognition
  8. Chernobyl 1986
  9. Fall Of The Temple Of Salomon
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.