ANTIMATTER – Lights Out

Pubblicato il 15/09/2003 da
voto
7.5
  • Band: ANTIMATTER
  • Durata:
  • Disponibile dal: 23/05/2003
  • Etichetta: Prophecy Productions
  • Distributore: Audioglobe

Dal profondo silenzio di un’assenza durata ben tre anni, gli Antimatter tornano alla luce con il loro secondo, atteso lavoro in studio, emblematicamente intitolato “Lights Out”. Duncan Patterson (ex-Anathema) e Michael Moss sono accompagnati di nuovo dalle stupende, limpide voci di Michelle Richfield e Hayley Windsor per tutto il cammino percorso in questo nuovo viaggio tra luci e ombre di antica memoria. Di atmosfera piuttosto differente dall’accecante grigiore di “Saviour”, questo “Lights Out” – come la stessa copertina suggerisce – sembra fatto di quelle scintille di umana consapevolezza che di tanto in tanto vengono ad accendersi e spegnersi sul caos dell’esperienza. Questa volta una silenziosa introspezione prevale sul linguaggio, qui ridotto al minimo indispensabile e che, quando ‘parla’, lo fa raccontando di contrasti in bianco e nero che tolgono colore alla vita e che tuttavia ne mostrano dettagli prima passati inosservati… la consunzione del segno linguistico passa anche di qui, in questo ‘luogo’ musicale in cui non c’è più nome per quel che è accaduto, e tutto ciò che sappiamo è sbagliato. Tabula rasa, quindi, e si ricomincia da zero, da quella dimensione in cui non c’è parola conosciuta che possa dire quel che è dentro e fuori di noi. Abbandonate, allora, le sonorità vagamente rock del precedente “Saviour”, episodio datato 2000, Patterson e Moss partoriscono un sound scarno e minimale, di matrice marcatamente pinkfloydiana, che sorge dal buio con fragore di sirene nell’opener “Lights Out”, ed in cui tracce come “Everything You Know Is Wrong” e la successiva “The Art of a Soft Landing”, vere e proprie poesie che danzano su un filo tessuto da basso e percussioni, si alternano a sperimetazioni elettroniche dall’oscuro flavour drum ‘n bass che rallentano il ritmo del pensiero; lo stesso accade nella triade “Expire”/”In Stone”/”Reality Clash”, in cui si scorgono ancora una volta reminiscenze degli Anathema dell'”Eternity” era, anche se un po’ meno esplicite di quanto invece accade in “Dream” e “Terminal”, le tracce che concludono il lavoro, l’ultima delle quali basata sulla linea melodica di “A Dying Wish” e che celebra anche in questa sede, come una firma posta in calce all’intero impianto compositivo, il passato cui Patterson deve il suo così personale gusto musicale. Tutto il disco, del resto, si assesta su un groove di una lentezza da battito cardiaco in coma, delicato e sognante, degno di competere con le migliori composizioni di Portishead e Sigur Ròs in quanto ad atmosfera e feeling. Come sempre, poi, è ottima la prova di Patterson e Moss stessi alla voce, che tra l’altro hanno goduto dell’aiuto di Jamie cavanagh in persona per la realizzazione delle percussioni in questo lavoro. Insomma, un ritorno che non delude l’attesa, quello degli Antimatter, che con “Lights Out” condurranno il vostro viaggio interiore in luoghi sì oscuri, ma di una bellezza che non avreste, forse, in tanta oscurità mai potuto immaginare.

TRACKLIST

  1. Lights Out
  2. Everything You Know Is Wrong
  3. The Art Of A Soft Landing
  4. Expire
  5. In Stone
  6. Reality Clash
  7. Dream
  8. Terminal
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