ANTLERS – Beneath.Below.Behold

Pubblicato il 24/03/2018 da
voto
7.5
  • Band: ANTLERS
  • Durata: 00:51:13
  • Disponibile dal: 23/03/2018
  • Etichetta: Totenmusik
  • Distributore:

La proposta degli Antlers si conferma votata a un black metal atmosferico di taglio moderno: niente tastiere anabolizzate di taglio sinfonico, per intenderci, ma tanta cupezza dal gusto quasi esoterico, complice una produzione pulita ma ribassata, la voce che si presta spesso a cadenze ossianiche e le tastiere efficaci. Questo “Beneath.Below.Behold”, rispetto al predecessore “A Gaze Into The Abyss”, sembra scrutare molto di più nell’abisso, se ci concedete il gioco di parole; suddiviso equamente – in termini di numero di brani – tra le tracce più elaborate, quelle più dirette e maligne e tre intermezzi strumentali, il disco sembra ben esprimere la triplice natura del titolo proprio in quest’ordine, invitandoci ad una sorta di viaggio alchemico tra  scoperta, nera estasi e stasi meditativa. La prima categoria mette in bella mostra le capacità di deriva ragionata della band tedesca; a partire da “Theom”, che si apre soffusa e acustica e supera gli undici minuti di durata attraverso un riffing serrato raddoppiato dai tappeti atmosferici delle tastiere; col risultato di un brano circolare e avvolgente, su cui il cantante Ntx ricama linee molto variegate ed epiche. Un gusto celebrativo che si esacerba in “Metempsychosis”, una cavalcata tanto più intensa nel lavoro delle chitarre e nella foga della batteria, quanto disadorna dal punto di vista vocale: resta nel corso del brano poco più di un sussurro monotono da rito funebre, di grande effetto. I brani più brevi, come “Heal” o “Off With Their Tongues” sono assalti lancia in resta in cui è nuovamente la voce ad assolvere al ruolo di guida emotiva; eppure, quando sparisce nel restante trittico, tutto funziona ancora. “Drowned In A Well” e “Nengures”, afferenti ai momenti più spirituali e  distanti dalle scariche elettriche sono infatti tracce per solo pianoforte la prima e per chitarra acustica la seconda, mentre il finale viene affidato nuovamente all’assenza di parole: ecco “Lug’s Waters”, feedback e un pianoforte molto acuto che danno l’addio all’ascoltatore in maniera struggente e potente, a degna conclusione di un lavoro davvero di buona fattura.

TRACKLIST

  1. Theom
  2. Heal
  3. Nengures
  4. Beyond The Golden Light
  5. Metempsychosis
  6. Drowned In A Well
  7. Off With Their Tongues
  8. The Tide
  9. Lug's Waters
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