ANTROPOFAGUS – Promo 2010

Pubblicato il 01/01/2011 da
voto
7.0
  • Band: ANTROPOFAGUS
  • Durata: 00:08:00
  • Disponibile dal: /08/2010
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  • Distributore:

L’ultima volta che la cult brutal band genovese degli Antropofagus aveva fatto uscire qualcosa era il 2001; si trattava d’un mini-CD, dal titolo “Alive Is Good… Dead Is Better!”: malgrado, comunque, il moniker, fondamentalmente, si trattava d’un esperimento fra Argento, dedicatosi per l’occasione anche alla chitarra, ed il bassista Void, orfani dell’altra metà della band per motivi personali. Il sound di tale uscita, sorretto da una velocissima drum machine, puntava molto di più sul marciume e sull’impatto rispetto a “No Waste Of Flesh”, il quale, principalmente, brillava per le incredibili idee e le capacità tecniche del gruppo; di lì a poco, gli Antropofagus sarebbero spariti dalle scene, sopravvivendo soltanto nel cuore dei loro aficionados. Quasi una decina d’anni dopo, Francesco ‘MeatGrinder’ Montesanto scopre d’avere una voglia matta di rimettersi in discussione: contattando gli ex-membri, soprattutto Argento, oramai affermato nell’underground black metal grazie agli Spite Extreme Wing, mette in comune l’esigenza di voler riesumare gli Antropofagus. L’entusiasmo è contagioso ed i due si mettono alla ricerca di nuovi membri, là dove gli altri ex-elementi non possono essere d’aiuto. Purtroppo, per una serie di vicissitudini private, anche Argento deve abbandonare: MeatGrinder si trova improvvisamente solo; ciò nonostante, con costanza, inizia a cercare musicisti un po’ ovunque e, trovatili, dopo mesi di studio e ritiro, nell’estate 2010, dopo ben nove anni, ecco arrivare, grazie ad una diffusione e promozione online, due nuove song targate Antropofagus: oggi come nel 1999, l’Italia Violenta fa una standing ovation al (rinnovato) quartetto genovese. MeatGrinder, in dieci anni di silenzio, non è certo stato con le mani in mano ed i due pezzi del promo lo testimoniano: intelligentemente, infatti, il nostro non ha fatto un “No Waste Of Flesh”-bis, ma un prodotto che, pur conservando l’identità degli Antropofagus, è perfettamente allineato al brutal death metal del Terzo Millennio; insomma, come “No Waste..” competeva con la scena brutal di allora, i nuovi Antropofagus continuano su quella scia, senza suonare demodé o legati ai 90s, nè, di controparte, forzatamente modernizzati. Benchè i pezzi siano solo due, non è semplice scinderli, giacchè si presentano piuttosto compatti e complementari: chi scrive si lancerà, dunque, in un’analisi più complessiva. Il sound è al 100% Antropofagus, ma la pasta è quella del brutal death “che conta” dell’ultimo lustro o giù di lì: bravissimo MeatGrinder, in grado di reinventarsi, senza tradire le proprie origini; giri di chitarra di base thrashy vengono inscuriti, resi complessi e strutturati sulla lezione delle band che han rivoluzionato il technical brutal death degli ultimi anni (notevole l’imprinting e l’elaborazione del sound di “… And Time Begins” dei Decrepit Birth da parte del combo); il drumming è molto più veloce rispetto al passato, grazie all’ottimo lavoro di Max, capace di variare fra pattern meramente ritmici e soluzioni di puro gusto, già attivo nei melodic deathsters Nerve (una vera sorpresa nella versione antropofaga a 280 bpm!); il lavoro del nuovo e giovane bassista Mike non ha nulla da invidiare allo stile di Void; infine, la voce, com’è tipico nel metal estremo, dà davvero molto all’impatto ed alla resa generale, nonchè alla definizione dell’identità della band. Tya, il nuovo mainman degli Antropofagus, ha una timbrica molto diversa da Argento: se quest’ultimo amava sguazzare in territori più maligni e gutturali, il nuovo cantante predilige un growl più ancorato al death metal degli anni Novanta; in particolare, notevole è la somiglianza con la timbrica di Glen Benton, anche per certe soluzioni metriche utilizzate. Sicuramente sui forum metal del Bel Paese ci saranno già i nerd di turno infoiati nelle più amene discussioni legate alla sfida virtuale “voce degli Antropofagus: meglio Argento o Tya?”: personalmente, reputiamo tale confronto forzato, giacchè i due, entrambi molto bravi a fare quanto fanno, hanno timbriche troppo diverse, per cui, per natura, imparagonabili. Al momento i signori hanno firmato per l’americana Comatose Music ed annunciano un nuovo full length per fine anno: dopo il “Promo 2010”, dunque, massima allerta, soprattutto in vista del primo esame live dopo dieci anni, sabato 14 maggio, a Rozzano (MI), in occasione del “Tattoo Death Fest”. Che il massacro prosegua, oggi come allora…

TRACKLIST

  1. Eternity To Devour
  2. Cosumed By A Lacerating Desire
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